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Dieselgate: arrestato Stadler, Ceo di Audi. Ad interim gli succede Schot

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Dieselgate: arrestato Stadler, Ceo di Audi. Ad interim gli succede Schot

L’industria tedesca dell’auto è stata “terremotata” dall’arresto di Rupert Stadler, il manager che dal 2007 guida Audi, uno dei marchi del gruppo Volkswagen. L’abitazione di Stadler era stata perquisita lunedì scorso e ieri è scattato il fermo.

I trascorsi nel Belpaese di Schot, in Mercedes Italia dal 2006 al 2011

La Procura di Monaco II, una delle tre che indaga sul dieselgate, teme che possa occultare o inquinare le prove. A quanto pare ci sarebbero evidenze di possibili contatti con altri testimoni. L’interrogatorio è atteso al massimo entro domani. Il gruppo ha reagito con grande velocità all’arresto nominando Bram Schot, attualmente responsabile per vendite e marketing, nuovo Ceo ad interim. Il dirigente di origini olandesi ha quasi 57 anni ed ha trascorsi in Italia, dove era stato il numero uno di Mercedes tra il 2006 ed il 2011. Stadler era finito ripetutamente nell’occhio del ciclone, almeno mediatico, ma le famiglie Piech e Porsche si erano sempre schierate in sua difesa.

Interrogativi tedeschi: chi sarà il prossimo?

Da ieri mattina la sua posizione è diventata ancora più delicata. Per il gruppo continua a valere la presunzione di innocenza, ma l’interrogativo sul quale speculano anche i media tedeschi è “chi sarà il prossimo?”. Oltre all’ex ingegnere italiano, il primo arrestato in Germania nell’ambito delle indagini sul dieselgate, anche un altro manager era stato tenuto in stato di custodia e poi rilasciato. Si tratta di Ulrich Weiss, già responsabile dello sviluppo motori, le cui rivelazioni avrebbero impresso la svolta all’indagine. Nell’ambito delle inchieste di Monaco e Stoccarda sono attualmente detenuti due manager, Wolfgang Hatz e Jörg Kerner.

Dieselgate, un caso ancora aperto non solo per Audi

Stadler è sospettato dalla Procura di frode ed anche di aver avallato l’utilizzo di certificazioni non corrispondenti al vero. Audi è già alle prese con il richiamo di 60.000 tra Audi A6 e Audi A7 con motori diesel Euro 6 impostole dalla KBA e potrebbe dover far fronte anche ad un’operazione legata alle nuove A8. L’autorità sui trasporti starebbe indagando su questi modelli. Chi pensava che con l’ammenda da 1 miliardo di euro al gruppo Volkswagen il dieselgate fosse destinato a dimenticatoio non aveva fatto i conti con la Procura di Monaco II. Il caso è più aperto che mai.

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