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Dieselgate, ingegnere italiano primo arrestato in Germania

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Scandalo mondiale, inchiesta americana, società tedesca, ingegnere italiano: il primo fermo eseguito in Germania per il dieselgate sarebbe un sessantenne ingegnere di Audi, Giovanni Zaccheo Pamio, responsabile dei sistemi di abbattimento dei gas di scarico per il mercato degli Stati Uniti. L’uomo è finito nel mirino delle autorità d’Oltreoceano già all’epoca dell’esplosione del dieselgate, due anni fa, e messo in ferie “forzate” dalla casa dei Quattro Anelli nel 2015.

L’ingegnere italiano non sarebbe tuttavia fra i cinque manager contro i quali è stato spiccato un mandato di cattura internazionale poiché – precisa la versione online dello Spiegel – le autorità americane avrebbero sporto denuncia contro di lui ieri presso il tribunale di Detroit.

L’ordine di custodia cautelare è stato eseguito dalla Polizia su disposizione della Procura di Monaco II, una delle tre (le alte sono quelle di Stoccarda e di Braunschweig) che indagano sul dieselgate. L’accusa generica è di frode e di pubblicità ingannevole, ma circa le specifiche responsabilità gli inquirenti non hanno rilasciato dichiarazioni. Pamio è stato fermato nella giornata di lunedì. La Procura ha fatto sapere che le evidenze contro l’uomo sono state raccolte nel corso delle indagini e non riguardano documenti trovati nel corso della perquisizione (contestata dal gruppo Volkswagen) presso gli uffici dello studio americano Jones Day. Negli Stati Uniti l’ingegnere è accusato anche di violazione delle norme ambientali (“curioso” per una nazione il cui presidente ha sostanzialmente decretato la libertà di inquinare uscendo dall’accordo sul clima di Parigi) oltre che di frode.

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