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Milano: ma dove finiscono gli incassi delle multe?

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Multe a Milano: ma che fine fanno gli incassi milionari che il Comune percepisce dalle sanzioni stradali? Molti automobilisti sostengono che la “caccia grossa” derivi solo dalla necessità di rimpinguare le casse comunali. D’altra parte i milanesi, ma anche molti altri automobilisti che hanno avuto la sfortuna di transitare in tempi recenti sul Cavalcavia del Ghisallo, hanno ben presente la strage di portafogli perpetrata da un autovelox collocato in una posizione particolarmente “produttiva” per il bilancio dell’amministrazione locale. E a Milano sono in arrivo parecchi altri rilevatori di velocità. Ma la legge (Codice della Strada) all’articolo 142 ed all’articolo 208/4 prevede che gli incassi dalle sanzioni debbano essere utilizzati per migliorare la circolazione stradale e non certamente per pagare le ordinarie spese del comune.

E così Silvia Sardone, una combattiva consigliera comunale, dopo un’analisi delle ultime tre delibere annuali sull’argomento, ha presentato una denuncia alla Procura Regionale della Corte dei Conti, con tanto di copia alla Procura della Repubblica, al Prefetto ed ai Revisori dei Conti del comune stesso. Le motivazioni della denuncia sono in relazione a (presunti) errati utilizzi dai proventi delle multe: si ipotizzano addirittura 180 milioni di euro nel triennio per voci che la legge e parecchi pareri della stessa Corte dei Conti non prevede.

Ecco alcuni esempi di impropri utilizzi: manutenzione ordinaria della segnaletica, dei semafori e dell’illuminazione pubblica, straordinari degli agenti non collegati a progetti specifici, spese di manutenzione ordinaria di reti telematiche, radio, centrali del traffico, canoni. E poi sistemazione ordinaria del manto stradale, spese per le rimozioni delle auto in divieto di sosta ed addirittura mancata destinazione di tutte le entrate degli autovelox a spese vincolate, utilizzate invece per pagare tutt’altro!

Che accadrà ora? Lo vedremo. Ma la Procura della Corte dei Conti potrebbe chiedere ai membri della giunta che hanno assunto le delibere, la restituzione delle somme indebitamente utilizzate per spese non previste dalla legge. Certo è che tanti automobilisti hanno la sensazione di essere delle pecore da tosare: i ricorsi contro i verbali sono ormai una valanga e, oggi, chi ha pagato le multe non ha affatto la sensazione di aver contribuito a migliorare la circolazione stradale, ma ha finanziato spese che avrebbero dovuto essere coperte con le nostre “tasse” ordinari!.

Il caso è stato portato alla ribalta da via!, il periodico di Aci Milano, e successivamente sottolineato anche da molti altri giornali. Ma su un livello più ampio, si è poi mosso anche l’Automobile Club Nazionale, che, tramite il suo Presidente Angelo Stucchi Damiani, ha addirittura prospettato la possibilità per gli automobilisti colpiti da questo genere di abuso di confluire in una “class action” contro i comuni che utilizzano gli autovelox per far cassa.

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