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Gli Stati Uniti deprimono i mercati, terzo ribasso Eni in una settimana

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Gli Stati Uniti deprimono i mercati, terzo ribasso Eni in una settimana

Gli Stati Uniti continuano a deprimere i mercati petroliferi: per gli automobilisti, almeno nel breve periodo, è una buona notizia. E lo è anche di più la terza sforbiciata ai prezzi di benzina e diesel da parte di Eni. Il Cane a Sei Zampe è intervenuto oggi con un taglio di altri 10 millesimi al litro.

Lo “shale oil” che arriva dagli Stati Uniti tiene basse le quotazioni

In totale, Eni ha ridotto di 4 cent al litro i listini dei prodotti principali negli ultimi giorni. Finora il merket leader è stato imitato solo molto parzialmente dalle società concorrenti. Le ripercussioni sulle contrattazioni del greggio sono legate alla massiccia offerta americana del cosiddetto “shale oil”, il petrolio frutto della lavorazione della roccia di scisto bituminoso. Non è tuttavia chiaro quanto durerà l’effetto calmierante di questa offerta, che gli Stati Uniti usano anche come leva politica ed economica.

Medie praticate in calo, solo il metano in controtendenza

Le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio del ministero dello Sviluppo economico elaborate da SQ continuano a scendere, ad eccezione di quella del metano. Benzina self service a 1,559 euro al litro (-2 millesimi, pompe bianche 1,534). Diesel self service a 1,425 euro al litro (-1 millesimo, pompe bianche 1,404). Benzina servita a 1,678 euro al litro (-1 millesimo, pompe bianche 1,577). Diesel servito a 1,548 euro al litro (-1 millesimo, pompe bianche 1,447). GPL a 0,659 euro al litro (-2 millesimi, pompe bianche 0,639). Metano a 0,962 euro al chilogrammo (+1 millesimo, pompe bianche 0,952).

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