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Anche la Mini Countryman infila la spina

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La Mini Countryman ibrida plug-in arriva finalmente sul mercato italiano dopo essere stata annunciata da tempo, con prezzi identici a quelli della sorella Cooper DS All4 turbodiesel – cioè da 38.050 a 41.300 euro – rispetto alla quale è un po’ meno veloce (198 km/h), più scattante (6”8 sullo 0-100) e, stando ai dati ufficiali, molto meno assetata, anche se i quasi 47 km/litro annunciati dalla Mini nel ciclo misto NEDC sono molto ottimistici e avvicinabili solo nelle condizioni di marcia poco realistiche previste dalle prove di omologazione europee.

Il gruppo propulsore, seppure con qualche variazione nelle regolazioni, è quello della BMW 225xe Active Tourer, cioé è composto dal tre cilindri turbobenzina 1.500 da 136 CV che muove le ruote anteriori e da un motore elettrico da 65 kW (88 CV) collegato alle ruote posteriori. Questa Countryman è, di conseguenza, un’auto a trazione integrale e questo le vale la sigla All4.

I programmi di funzionamento selezionabili da chi guida sono tre: Auto eDrive (i due motori si combinano secondo le richieste di chi guida e in elettrico si arriva a 80 km/h), Max eDrive (si viaggia soprattutto a “emissioni zero” fino a 125 km/h) e Save Battery (il motore termico conserva o ripristina la carica della batteria agli ioni di litio da 7,6 kWh). Quest’ultima è ricaricabile completamente dalla rete domestica in tre ore e un quarto (o anche meno se si allaccia questa Countryman a una colonnina o un wallbox), dopodiché promette un’autonomia solo elettrica fino a 42 km.

Se ci si dà dentro con l’acceleratore la spinta è davvero sorprendente fin dai regimi bassissimi, dal momento che il motore elettrico tocca il suo picco di coppia al primo movimento, mentre quello del tre cilindri viene comunque raggiunto poco sopra i 1.000 giri. E il risultato è che 190 kg in più rispetto alla Cooper All4 automatica con il medesimo motore termico (1.735 kg in totale) sembrano volatilizzarsi.

Viaggiando tranquillamente, invece, ci si gode una fluidità notevole, perché il motore elettrico sgrava il lavoro della trasmissione automatica, e anche una piacevole silenziosità, poiché se si eccettua la marcia autostradale, molto spesso si viaggia col tre cilindri spento.

Il peso si fa sentire un po’ nei cambi di direzione rapidi, dove si percepisce un’inerzia superiore a quella delle Countryman convenzionali, specie nella parte posteriore, ma l’assetto molto composto e lo sterzo veloce tipici delle Mini compensano bene questa caratteristica e, alla fine, con la Cooper S E Countryman All4 ci si può divertire senza problemi, senza parò pretendere un temperamento simile a quello della sportivissima John Cooper Works, che pure ha una potenza di poco superiore (231 CV contro i 224 dell’ibrida).

La presenza della parte elettrica aggiuntiva comporta una diminuzione di 45 litri della capacità del vano di carico nella configurazione minima e di 115 in quella massima, la possibilità di stivare qualche litro di benzina in meno (36 invece di 51) e la soppressione del divano scorrevole.

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