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Mercedes Classe X: il pick-up va bene, purché sia premium

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Perché la Classe X? Perché il mercato dei pick-up sta facendo boom un po’ dappertutto e non più solo in Nord America, dove da sempre questo tipo di veicolo si vende come il pane. Dappertutto tranne che in Italia, s’intende, dove c’è ancora una regolamentazione stravagante in base alla quale i pick-up possono essere immatricolati – e usati – solo come autocarri. Vale a dire che dovrebbero essere acquistati da aziende e utilizzati da chi lavora nelle suddette aziende e per il trasporto di beni legati all’attività in questione. Ma diciamo “dovrebbero” perché, in realtà, in molti li usano come se fossero vetture private, rischiando però sanzioni di vario genere e anche problemi assicurativi in caso di incidente. La conseguenza è che, bene che vada, il 2017 si chiuderà con circa 9400 pick-up venduti nel nostro Paese: una cifra ben al di sotto delle potenzialità di un prodotto che, quasi a tutti gli effetti, ha le caratteristiche di un suv in termini di prestazioni, confort, contenuti e sicurezza. Il tutto, però, offerto a prezzi più attraenti.

PIATTAFORMA COMUNE

Detto questo, tutti i grandi costruttori si stanno attrezzando per presidiare questo segmento con modelli di propria ideazione e costruzione oppure – per risparmiare tempo e denaro – adottando piattaforme prodotte da altri. La Mercedes ha seguito proprio questa seconda strada e si è accordata con la Nissan per usufruire del progetto Navara dal quale, con qualche variazione estetica esterna e interna e alcune personalizzazioni nella messa a punto, ha ricavato la Classe X. Che comunque viene prodotta in Spagna, negli stabilimenti Nissan dove peraltro nasce anche la Renault Alaskan, che ha avuto la stessa genesi. Le dimensioni, di conseguenza, sono pressoché le stesse: 5,3 metri di lughezza, 1,9 di larghezza e 1,8 di altezza.

SAPORE DI MERCEDES

Il muso del pick-up “tedesco” è comunque molto in linea con gli stilemi Mercedes e lo stesso può dirsi degli interni (peraltro disegnati nel centro stile Mercedes di Como), dove volante, strumenti, bocchette dell’areazione, display “sospeso” (fino a 8,4 pollici) e comandi elettrici – compreso il touchpad multifunzione del sistema di infotainment – sono ispirati a quelli degli altri modelli del marchio di Stoccarda. In ottica Mercedes, poi, è la dotazione legata alla sicurezza e alla connettività. Nell’abitacolo si sta piuttosto comodamente in cinque, anche se chi alloggia dietro sta in una posizione rialzata, con le ginocchia leggermente più piegate rispetto a quello che accade su un’auto normale e deve fare i conti anche con schienali abbastanza verticali.

NON HA PAURA DI FARE FATICA

Per quanto riguarda le prestazioni – diciamo così – professionali, i dati non sono dissimili da quelli di Navara e Alaska. La portata, quindi, è di circa 1.100 kg, la capacità di traino tocca i 3.500 kg e il cassone (che è dimensionato e predisposto per gli europallet), è lungo 1.587 mm ed ha una larghezza massima di 1.560 mm.

A SUO AGIO FUORISTRADA

Ma non sono da meno le caratteristiche offroad: a parte un allestimento semplificato della versione 250d, tutte le Classe X hanno la trazione integrale inseribile (quando non serve è solo posteriore), il riduttore, il controllo della velocità in discesa e, a richiesta, il differenziale posteriore bloccabile. L’altezza da terra è di 202 mm, ma è disponibile anche un assetto rialzato di altri 20 mm. Ne conseguono una capacità di guado di 600 mm, un limite di ribaltamento laterale collocato a 49,8° e una pendenza massima superabile di 45° o, se preferite, del 100%.

IN ARRIVO ANCHE UN V6

Inzialmente la meccanica è la stessa di Navara ed Alaskan: due quattro cilindri a gasolio di 2,3 litri in versione turbo da 163 CV (220d) o biturbo da 190 CV (250d) e cambio manuale a 6 marce o automatico a 7 rapporti. Ma, a metà 2018, verrà introdotta una versione caratterizzata da più elementi Mercedes, con un V6 turbodiesel di 3 litri da 258 CV che avrà anche la trazione integrale permanente, il cambio automatico 7G-Tronic Plus con leve al volante, e il selettore dei programmi di guida.

BRILLANTE QUANTO SERVE

Per la prima prova della Classe X, abbiamo guidato la versione 250d 4Matic automatica. Le prestazioni sono abbastanza brillanti, anche se non squisitamente sportive, e permettono le stesse andature di un suv moderno. La silenziosità è notevole anche in autostrada in velocità e il confort è buono, anche se sullo sconnesso il ponte rigido posteriore (una soluzione inevitabile su un mezzo destinato ai grandi carichi) tende ad irrigidirsi un po’. Il cambio automatico a 7 marce è morbido ma non rapidissimo, così come lo sterzo, ed entrambi si prestano più ad un utilizzo rilassato, piuttosto che aggressivo. La tenuta di strada, però, è molto buona, grazie soprattutto all’interpretazione raffinata del ponte rigido posteriore, che è vincolato da 5 bracci e utilizza molle elicoidali e non balestre: la Classe X rolla con una certa evidenza, ma si appoggia bene sulle ruote esterne alla curva e si rivela molto stabile e gestibile, anche se la reattività nei cambi di direzione non è quella di un veicolo sportivo.

TRE GLI ALLESTIMENTI

La Mercedes Classe X è disponibile in tre allestimenti: Pure, Progressive e Power. Nel primo caso il look, specie quello esterno, è piuttosto essenziale, mentre gli altri due sono più curati, intriganti e adatti a chi ha anche esigenze di immagine. I prezzi – che doverosamente diamo Iva esclusa, dal momento che parliamo di un veicolo destinato alle aziende – vanno dai 30.310 euro della 220d 4Matic Pure manuale ai 38.686 euro della 250d 4Matic Power automatica

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