Home»Test»Hyundai i20, la prova su strada del facelift della compatta coreana

Hyundai i20, la prova su strada del facelift della compatta coreana

0
Condivisi
Pinterest Google+

Hyundai i20, la prova su strada del facelift della compatta coreana

La metamorfosi della Hyundai i20 è soprattutto tecnica. Oltre che nelle personalizzazioni. Il facelift della seconda generazione, quella lanciata nel 2014, è ormai prossimo al debutto, anche se per il listino ci sarà da pazientare fino ai primi di luglio.

Per la prima volta sulla Hyundai i20 Apple CarPlay e Android Auto

La compatta coreana sviluppata e prodotta in Europa (in Turchia) misura sempre poco più di 4 metri ed assicura spazi generosi agli occupanti. Quelli, gli spazi, non sono cambiati. Ma è stato modificato il modo in cui si possono vivere. Ad esempio con una gamma di quattro dimensioni del display di bordo, fra 3,8 e 7 pollici. Oppure con la connettività assicurata dalla disponibilità, per la prima volta su questa auto, di Apple CarPlay e Android Auto. E i clienti più sfiziosi – che entro fine anno raggiungeranno le 800 mila unità – Hyundai offre la possibilità di ritagliarsi la compatta su misura. Con più livree esterne e più colori per gli interni.

Nuova trasmissione automatica a 7 marce a doppia frizione

E con il tetto a contrasto in Black Phantom, oltre che con il tetto panoramico. Con l’aggiornamento, la Hyundai i20 guadagna la trasmissione automatica a 7 marce a doppia frizione sviluppata internamente. Il cambio, fluido ed efficiente per gli usi “educati” di questa vettura, che quando si opta per l’impostazione Sport è più aggressiva nella reazioni (e nel sound), è un arricchimento importante, anche se per averlo bisognerà mettere mano al portafoglio. La disponibilità tecnologica è sensibilmente aumentata con la Frenata Autonoma di Emergenza, il Sistema di Mantenimento Attivo della Corsia, il Rilevamento della stanchezza del conducente e la Regolazione automatica dei fari abbaglianti.

L’Idle Stop and Go diventa di serie su tutti i motori

Offerta in tre varianti di carrozzeria (5 porte, 3 porte Coupè e Active), la Hyundai i20 dispone anche di motori di tre cilindrate, tutte con lo stop & start di serie (Idle Stop and Go). Il turbo benzina a tre cilindri da 1.0 litri è disponibile per ciascun modello sia da 100 sia da 120 CV. In quest’ultima declinazione è brillante quando si accelera con costanza e regala anche sensazioni piacevoli. Ai bassi regimi è assai meno gagliarda. Il millequattro da 100 CV è riservato alla sola Hyundai i20 Active, mentre l’1.2 da 74 e 85 CV è stato dirottato sotto i cofani delle 5 porte e della 3 porte coupè. L’intera gamma è conforme alle norme Euro 6b Temp. Il facelift dovrebbe incidere sul prossimo listino (quello attuale parte da 14.000, anche se in virtù delle promozioni si scende fino a poco più di 9.000) per alcune centinaia di euro.

Articoli precedente

Suzuki Swift Sport: quattro anime per la sportiva giapponese

Articolo successivo

Qingfeng, Chief Techincal Officer di Geely, Ceo di Lotus al posto di Gales