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La Captur si rinnova… il minimo indispensabile

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La Renault Captur è leader europea del segmento B-suv e straniera più venduta della sua classe in Italia, dove ha stabilito il record di vendite proprio nel 2016 quando, in teoria, avrebbe dovuto essere già nella fase calante della sua prima parte di vita commerciale: non sembrava proprio che la Captur fosse così bisognosa del restyling canonico della mezza età. E, invece, ecco arrivare la versione rivista e corretta, che sarà nelle concessionarie a partire dal weekend del 10/11 giugno.

Diciamo subito che l’esterno non cambia molto (a parte qualche ritocco alla fanaleria, la calandra in stile Kadjar e poco altro) e, dopotutto, finché l’80% della clientela acquista la Captur per il suo design, non si intravede nessuna ragione valida per stravolgerne l’aspetto. Però ci sono quattro nuove tinte, più una per il tetto, e questo porta le possibili combinazioni di colore a oltre 30.

Dentro, invece, c’è una cura maggiore nella scelta dei rivestimenti, dei materiali della plancia e della pannelleria: aspetti che, nella versione presentata nel 2013, erano in effetti di categoria un po’ troppo economica. Aumentano anche i vani portaoggetti ed è offerto in opzione anche il tetto panoramico in cristallo.

Dal punto di vista dei sistemi di guida, ora è possibile avere il sensore per il monitoraggio degli angoli ciechi (è il primo caso nella classe della Captur) e anche il sistema di parcheggio semiautomatico, mentre il sistema di infotainment prevede l’allacciamento allo smartphone tramite Android Auto, mentre per il protocollo Apple Car Play occorrerà ancora un po’ di pazienza.

Meccanicamente non ci son o novità rilevanti: i motori sono sempre il 1.500 turbodiesel da 90 e 110 CV, il 900 turbobenzina da 90 CV e il 1.200 turbobenzina da 120 CV. Quest’ultimo, però, ora è disponibile anche con cambio manuale, mentre prima era abbinato solo all’automatico EDC a doppia frizione (che resta disponibile a richiesta anche sulla turbodiesel da 90 CV). L’altra novità è che la diesel di minore potenza è stata leggermente appesantita in modo da raggiungere un rapporto peso/potenza che ne permette la guida anche ai neopatentati. E si tratta di un aspetto importante per un modello dedicato al pubblico giovane (e alla donne).

Nel corso della prima prova abbiamo assaggiato i due motori al top delle gamme a benzina e diesel. Il nuovo abbinamento tra il motore a benzina da 120 CV e il cambio manuale a 6 marce dà alla Captur un sapore piacevolmente sportiveggiante, anche se l’erogazione di coppia quasi da diesel (il picco è a soli 2.000 giri) rende molto gratificante la guida in relax. Il quattro cilindri prende giri rapidamente e all’occorrenza permette una guida brillante, supportata bene anche da un assetto piuttosto composto.

Il diesel da 110 CV, sempre con cambio a 6 rapporti, ha però un tiro in basso ancora più ragguardevole, e in definitiva, è il più adatto alla Captur, anche perché ha consumi davvero bassi ed è anche piuttosto silenzioso, anche se oltre i 3.500 giri perde un po’ di vigore.

I prezzi sono sostanzialmente invariati rispetto alla serie precedente e partono dai 16.100 euro della Energy TCe 90 Life a benzina. C’è però la novità dell’introduzione dell’allestimento speciale “full optionals” Initiale Paris che porta il tetto del listino a 27.550 euro.

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