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Renault Scenic 1.3 TCe e i vantaggi del motore condiviso

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Un quattro cilindri “mondiale”

La Scenic riceve un nuovo motore nato dal principio che “l’unione fa la forza”. Gli investimenti necessari per sviluppare un nuovo propulsore sono talmente elevati che che l’alleanza Renault/Nissan e Mercedes, che già da tempo hanno in atto una collaborazione, hanno deciso di sviluppare un nuovo quattro cilindri a benzina di 1.330 cc destinato a modelli di segmento B, C e D commercializzati anche con i marchi Infiniti e, probabilmente, Dacia.

Debutto marchiato Mercedes

Mercedes, se lo ricordate, ha già cominciato a utilizzarlo sulla A200, peraltro definendolo “millequattro”, mentre Renault lo fa debuttare adesso, come “milletre”- nonostante la cilindrata sia la stessa – su Scenic e Grand Scenic, ma dopo l’estate lo porterà anche su Megane, Kadjar e, un po’ più avanti, su Clio e Captur.

Tecnica evoluta

Si tratta di un motore molto moderno, sovralimentato, con iniezione diretta e fasatura variabile sia per le valvole di aspirazione che per quelle di scarico. Arricchito da numerose soluzioni finalizzate ad aumentare il rendimento e a ridurre consumi, come la valvola waste-gate a controllo elettronico per ottimizzare il funzionamento del turbo ogni regime, il rivestimento interno dei cilindri che utilizza lo stesso materiale impiegato per la sportivissima Nissan GT-R per ridurre gli attriti e i collettori di scarico integrati nella testata per raffreddare meglio i gas prima che arrivino alla turbina.

Tre diverse potenze

Se la Mercedes lo utilizza solo nella configurazione più potente prevista al momento (163 CV per la A200), Renault lo declina nelle versioni da 115, 140 e 160 CV per sostituire il vecchio 1.2 TCE. Sono tutte abbinate al cambio manuale a sei marce, mentre le due più potenti possono anche essere accoppiate alla trasmissione EDC a doppia frizione con 7 rapporti.

140 CV bastano e avazano

La configurazione da 140 CV è, secondo Renault, quella destinata a raccogliere più interesse sul nostro mercato, anche se la parte del leone continueranno a farla i diesel di 1,5 e 1,6 litri, dal momento che in Italia, nel segmento C, il 75% dei clienti vuole ancora il gasolio. Nel corso della prima prova abbiamo guidato la Scenic nelle versioni manuale da 140 CV e automatica da 160 CV. Le sensazioni sono le stesse che avevamo tratto dalla prova della Classe A. Il nuovo motore prende giri molto rapidamente con una personalità e una sonorità quasi sportive. Addirittura più sportive di quanto poi non siano le prestazioni effettive. Sotto questo punto di vista la Scenic manuale è più gratificante, mentre quella automatica ovviamente offre un confort superiore, ma deve fare i conti con una certa inerzia della trasmissione quando la si utilizza in modo brillante.

Ha le supergomme

La maneggevolezza è buona grazie anche alle gomme ribassate montate addirittura su cerchi da 20” (di serie fin dagli allestimenti base) e sebbene la posizione di guida alta renda più percepibile il rollio, la Scenic si dimostra composta e stabile. Il sistema di selezione della modalità di guida consente di scegliere da una soluzione confortevole, una sportiva e una economica. Agisce su motore, sterzo e, nel caso delle versioni automatiche, anche sul cambio. Secondo Renault, il nuovo motore permette di ridurre i consumi tra il 5,5 e l’8% e le emissioni di CO2 tra 7 e 11 g/km rispetto alle Scenic e Grand Scenic equipaggiare con il vecchio 1.2 TCe.

Prezzi da 22 mila euro

I prezzi delle Scenic 1.3 TCe vanno da 22.050 a 36.650 euro, ma le varianti più in linea con le esigenze del nostro mercato per potenza e allestimento rientrano nella fascia compresa tra 28 e 30 mila euro. Per passare dalla Scenic alla Grand Scenic, con passo allungato e 7 posti, occorre conteggiare 1.500 euro in più.

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