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I “diesel puliti” costeranno fino a 1.000 euro in più: chi paga?

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Fino a 1.000 euro in più per auto: ecco quanto costano i motori diesel “puliti”. La stima è di Elmar Degenhart, numero uno del fornitore Continental, che poche settimane fa ha presentato il super clean electrified diesel. La società tedesca accredita la tecnologia che riscalda il catalizzatore di una riduzione fino al 60% delle NOx ed i consumi fino al 4%. In un’intervista a due testate tedesche, il manager ha spiegato come i motori diesel “puliti” saranno più cari di quelli in commercio adesso. La stima del costo aggiuntivo parte da alcune centinaia di euro ed arriva a mille. Per i veicoli con unità “piccole”, sotto gli 1,6 litri, non varrebbe nemmeno la pena l’implementazione.

La gabbia termica elastica sul diesel

Ad incidere è soprattutto “il trattamento dei gas di scarico alle basse temperature”, che è poi il cuore del problema. Dopo lo scoppio del dieselgate – i manager dell’epoca di Volkswagen avevano evitato modifiche legali per 270 per auto – le verifiche hanno accertato la tendenza da parte delle case di applicare una “gabbia termica” piuttosto elastica. Poiché la normativa (a tutela del motore) consente di disattivare i dispositivi per il trattamento dei gas di scarico in determinate situazioni, si sono aperte le discussioni sulla sua interpretazione. In particolare sulle temperature con le quali i sistemi devono o possono non funzionare.

Trattamento sopra i 10°

In Germania, l’epicentro del terremoto che ha messo in crisi la tecnologia diesel, costruttori e Ministero federale dei Trasporti starebbero trattando: lo Spiegel aveva anticipato l’intesa sui 10°. Sotto queste temperatura i dispositivi potrebbero restare spenti. Il Ministero ha smentito la testata, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Il problema delle polveri sottili è avvertito in particolare d’inverno, quando le temperature sono basse e quella dei 10° appare una soglia piuttosto “generosa”. Nel paese, ad esempio, le medie minime superano questo livello solo in giugno, luglio e agosto.

Utili per le Case, costi per gli automobilisti

La domanda, in conclusione, è sempre la stessa: chi paga? I costruttori annunciano bilanci da record e semestrali formidabili (come in questi giorni), ma se finora hanno risparmiato sui sistemi di abbattimento dei gas di scarico e aumentato i profitti, perché adesso dovrebbero essere chiamati alla cassa gli automobilisti? È giusto? Il quesito è rigorosamente retorico: la risposta la sappiamo già.

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