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Gigafactory Tesla pronta al 20%, ma ancora senza autorizzazione definitiva

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La prima Gigafactory europea di Tesla è pronta già al 20%, almeno secondo quello che ne sarà il direttore, Evan Horetsky. Nei giorni scorsi Elon Musk, numero uno del costruttore californiano, aveva visitato il cantiere tedesco nei pressi di Berlino dichiarandosi sodisfatto. “Guardate come sta crescendo in fretta”, aveva dichiarato ai giornalisti. Almeno per ora, tuttavia, la fabbrica viene edificata sulla base di autorizzazioni provvisorie, ciascuna delle quali relativa ad interventi specifici. Tesla sembrava aver fatto scuola perfino nell’efficiente Germania, che peraltro è alle prese con il difficile completamento del nuovo aeroporto della capitale a pochi chilometri di distanza.

Gli oppositori al progetto in audizione mercoledì presso le autorità ambientali

La velocità della realizzazione della struttura aveva impressionato molti. In realtà, il via libera definitivo non è ancora arrivato. Fra due giorni, mercoledì 23 settembre, è in programma una nuova audizione presso le autorità ambientali del Brandeburgo. Sul via libera definitivo all’opera non sembrano esserci molti dubbi. E non solo per il benestare politico legato anche alle migliaia di posti di lavoro che la Gigafactory porterà ed all’indotto che genererà. Ma anche perché il Tribunale Amministrativo aveva già respinto in febbraio le contestazioni circa l’avanzamento dei lavori sulla base delle concessioni provvisorie. Musk e Tesla hanno accelerato sui tempi pur non avendo in tasca la certezza assoluta che la Gigafactory verrà avallata.

Ridotto da 3,3 a 1,4 milioni di mc il fabbisogno di acqua della Gigafactory

Agli ambientalisti, i più preoccupati delle ripercussioni dell’insediamento, il manager di origini sudafricane aveva fatto sapere che la società avrebbe fatto tutto ciò che era umanamente possibile per renderla la più sostenibile in assoluto. In ballo c’è anche la salvaguardia delle sorgenti di acqua potabile. Nel frattempo il costruttore ha annunciati la riduzione del fabbisogno da 3,3 a 1,4 milioni di metri cubi l’anno, ma la siccità di questa stagione ha fatto lievitare le preoccupazioni. Tesla deve fare i conti con 406 obiezioni formali alla Gigafactory, che però dovrebbe produrre fino a mezzo milione di auto l’anno. E fare da volano all’occupazione per una stima attorno ai 12.000 posti. Nei piani di Musk l’avvio della produzione dovrebbe avvenire già la prossima estate. Una corsa contro il tempo e contro gli ambientalisti. Perché politica e burocrazia sembrano essere dalla sua parte.

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