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Start-up “elettriche” concentrate negli USA e in Europa. Non in Cina

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L’innovazione automobilistica per le auto elettrica è concentrata negli Stati Uniti ed in Europa: lo dice l’analisi della società austriaca StartUs Insights che ha valutato l’attività di 753 start-up a livello globale. Non necessariamente il meglio di quello che arriverà è legato alle start-up, questo è chiaro, ma parecchi costruttori hanno investito a più riprese in ditte emergenti. Sulla base di questo parametro, la Cina sembra perdere di importanza almeno dal punto di vista tecnologico.

Gli Stati Uniti primeggiano (257), poi Regno Unito (62) e India (58)

Il Regno di Mezzo resta comunque il primo mercato al mondo (in termini assoluti) per i veicoli elettrici. L’80% delle giovani società impegnate nella mobilità elettrica operano dagli Stati Uniti o dall’Europa Occidentale. Nel USA hanno il loro quartier generale 257 aziende importanti per il comparto. La seconda maggior concentrazione si trova nel Regno Unito con 62, seguito dall’India (58). La società viennese considera “rilevanti” solo 18 start-up della Cina. Ossia esattamente la metà di quelle il cui quartier generale si trova in Germania (36) e comunque anche meno di Francia (30), Spagna (27) e Paesi Bassi (26).

Il Belpaese ospita 15 start-up “rilevanti, tre in meno rispetto alla Cina

L’Italia conta appena 15 start-up di “spessore”, appena una in più rispetto alla Svezia e 5 in più rispetto al Belgio. Uno dei limiti della ricerca è l’assenza di Israele nel censimento tecnologico: nel paese sono cresciute molte start-up di grande importanza. La stessa società austriaca ha anche segnalato le 7 start-up dell’automotive (non solo impegnate nell’elettromobilità) da tenere d’occhio l’anno prossimo. Quattro di queste si trovano in Europa: la selezione è avvenuta tra 4.859 società a livello globale.

 

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