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24 Ore di Le Mans, l’altra faccia (spettacolare) del motorsport

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I media tradizionali non hanno fatto che parlare del Gran Premio di Formula 1 svoltosi a Baku (vinto per la cronaca da Rosberg su Mercedes). Ma un altro evento del weekend ha calamitato l’attenzione di tutti i grandi appassionati di motorsport: la 24 Ore di Le Mans. La gara endurance per eccellenza quest’anno ha regalato grandissimo spettacolo e forti emozioni. Svoltasi sotto un tempo variabile (la partenza è stata dietro safety car per l’abbondante pioggia), ha tenuto con il fiato sospeso fino agli ultimi minuti. Se per la durata della gara il dominio della Toyota sembrava incontrastabile, con le vetture LMP1 di Porsche e Audi tenute a debita distanza, a quattro minuti dalla bandiera a scacchi è successo imprevedibile: la Toyota TS050 ibrida numero 5 dell’equipaggio Sebastian Buemi, Kazuki Nakajima e Anthony Davidson ha accusato un calo di potenza e si è fermata lasciando strada libera alla Porsche 919 Hybrid di Marc Lieb, Neel Jani e Romain Dumas. Alla fine, secondo gradino del podio per l’altra Toyota TS050 ibrida, guidata da Kamui Kobayashi, Stephane Sarrazin e Mike Conway (distanziata di tre giri)  e terzo posto per l’Audi R18 ibrida di Olivier Jarvis, Loic Duval e Lucas Di Grassi (a 12 giri dalla vettura vincitrice).

Una gara nella gara, per la presenza di vetture di diverse categorie, la 24 Ore di Le Mans ha visto il ritorno con vittoria  nella categoria GTE Pro (a distanza di 50 anni dall’ultima) della Ford che ha schierato al via la nuovissima GT.  Alla guida l’equipaggio  Dirk Muller, Joey Hand e Sebastian Bourdais, che ha preceduto la Ferrari 488 di Giancarlo Fisichella, Toni Vilander e Matteo Malucelli del team Risi Competizione. Terza la seconda Ford GT sempre del team Ganassi con al volante Ryan Briscoe, Richard Westbrook e Scott Dixon.

Nella categoria LMp2, la vittoria è andata alla Signatech Alpine A460 dell’equipaggio Nicolas Lapierre, Stephane Richelmi e Gustavo Menezes, dopo una lunga e serrata lotta con la Oreca 05 Nissan di G-Drive Racing di Renè Rast, Will Stevens e Roman Rusinv. Vincitore morale di questa categoria – e di tutta la 24 Ore di Le Mans – è però il pilota francese Frederic Sausset, diversamente abile, dopo l’amputazione di braccia e gambe a seguito di un’infezione, che ha portato all’arrivo la sua Morgan Nissan dell’ SRT41 Oak Racing, alternandosi alla guida con Chrstophe Tinseau e Jean Bernard Bouvet.

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