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ACI/ EuroTEST: l'ESC non sempre offerto dalle concessionarie europee

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ROMA – Le concessionarie e le case automobilistiche devono impegnarsi maggiormente in tutta Europa per la promozione dei sistemi elettronici di controllo della stabilità ESC-ESP, in grado di ridurre dell’80% gli incidenti dovuti a sbandata. L’invito viene da EuroTEST che ha condotto tra febbraio e marzo un’indagine in forma anonima su 500 concessionarie d’auto realizzata in collaborazione con i principali Automobile Club europei tra i quali l’ACI. Dall’indagine EuroTEST risulta che 284 concessionarie (oltre il 57% del totale) hanno riportato una valutazione negativa in termini di conoscenza del sistema ESP, informazioni fornite ai clienti e descrizione dei vantaggi offerti in fase di acquisto. I 50 venditori presi in esame nel nostro Paese hanno fatto registrare i giudizi più critici. L’Italia è infatti all’ultimo posto nella graduatoria internazionale che vede la Germania in vetta. Solo una concessionaria italiana appare tra le prime dieci in Europa e sette tra le prime 100. L’Automobile Club d’Italia ha condotto parallelamente a EuroTEST un sondaggio su 2.800 automobilisti per valutare come il mercato risponda alla domanda di sicurezza. A fronte del 79% degli italiani che si è dichiarato disposto a pagare un supplemento per dotare di ESP la propria vettura, appena il 49% dei commercianti ha proposto ai clienti l’acquisto di un’auto dotata di tale dispositivo. Raggruppando i punti vendita per marchi, EuroTEST evidenzia che, ad eccezione di Peugeot, nessuna casa automobilistica, nella promozione dell’ESP, è risultata prima in classifica nel proprio Paese. In Italia è Opel a spiccare, mentre Fiat è la migliore in Germania. Nel complesso europeo Volkswagen guida la graduatoria, seguita da Renault e Toyota. Nelle ultime posizioni Fiat, Ford, Mazda e Citroen. EuroTEST ritiene che un forte elemento frenante alla reale diffusione dell’ESP sia rappresentato dalla forbice del prezzo di questo dispositivo in Europa: le case automobilistiche chiedono in media un prezzo estremamente più basso nel proprio Paese piuttosto che nel resto d’Europa.

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