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ACI/ Tariffe più care (30%): nel 2013 Aci incasserà 40 mln in più

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Roma – Tariffe Aci aggiornate per far quadrare i bilanci. Un “regalo” da 40 milioni di euro del governo Monti (il decreto riguarda l’esecutivo guidato dal professore) pagato dagli automobilisti che si rivolgono all’Automobil Club d’Italia per le pratiche di rito.

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato la precisazione dell’Aci circa il rincaro (30%), necessario “a garantire l’autonomo equilibrio economico finanziario del servizio, in rapporto ai costi effettivamente sostenuti per l’espletamento dello stesso”. In valori assoluti le pratiche costano 7 euro (erano ferme da quasi 20 anni), niente di proibitivo. Ma la necessità dell’adeguamento, se non per puntellare i bilanci, è tutta da dimostrare.

Il Fatto ricorda anche come Pra (amministrato dall’Aci) e Motorizzazione svolgano sostanzialmente funzioni analoghe: “In Europa – si legge – solo l’Italia ha un sistema barocco imperniato su due entità diverse per la gestione delle pratiche automobilistiche. Solo qui l’automobilista deve rivolgersi a due soggetti diversi (Motorizzazione e Pra) per ottenere due documenti distinti, la carta di circolazione e il certificato di proprietà”.

Anche il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani è tra i “crociati” per alleggerire i costi che gravano sull’auto e sugli automobilisti per rilanciare il mercato ed anche recentemente ha parlato di “ampi margini” per ridurre il carico fiscale.

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