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Gli ADAS riducono i tamponamenti, i risultati dell’analisi di ACI e Bosch

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L’obiettivo “zero vittime” sulla strada è ancora molto lontano, ma grazie ai nuovi sistemi di assistenza alla guida, i cosiddetti ADAS, sembra meno irraggiungibile come conferma uno studio dell’ACI e di Bosch. In collaborazione con il Politecnico di Torino, la Fondazione Caracciolo ha voluto accertare l’efficacia del sistema di assistenza alla frenata nei tamponamenti.

Analizzati ed incrociati i dati di milioni di “scatole nere”

Il risultato è che questo tipo di incidenti si riduce fino al 45% per i veicoli con meno di tre anni. In media, quasi la metà dei tamponamenti viene evitato grazie a questo dispositivo. “Un dato non trascurabile se si considera che gli incidenti per tamponamento rappresentano circa un terzo del totale”, sottolineano ACI e Bosch. I dati sono più che attendibili perché riguardano i dati di 1,5 milioni di “scatole nere” nel 2017 e 1,8 l’anno successivo incrociati con le informazioni sulla natura degli incidenti e con i modelli di auto circolanti ricavati da Pubblico Registro Automobilistico. In pratica: quattro tamponamenti su dieci si possono evitare. E i tamponamenti incidono per un terzo sugli incidenti totali.

Gli ADAS non esonera gli automobilisti dalle proprie responsabilità

Già nella scorsa edizione dello studio era emerso che i veicoli privi di ADAS sono coinvolti in sinistri con un’incidenza di 15 volte per milione di chilometri percorsi. Vale a dire un terzo in più rispetto a quelli equipaggiati con i sistemi di assistenza (5,7 per milione). “Una maggiore e più accessibile diffusione dei dispositivi ADAS rappresenta una straordinaria opportunità per ridurre il numero dei sinistri sulle strade”, ha osservato Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione e vice dell’ACI. Giuseppina Fusco ha però ammonito che i dispositivi di assistenza non esonerano i conducenti ad adottare “comportamenti di guida vigili e rispettosi delle norme”. Il 90% degli incidenti stradali è sempre riconducibile all’errore umano.

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