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USA fanno cassa con airbag: Toyota, Bmw, Mazda e Subaru pagano

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Nella casse federali degli USA continuano ad affluire risorse versate dai costruttori di auto: i prossimi 553 milioni di dollari verranno versati dalle giapponesi Toyota, Mazda e Subaru e dalla tedesca Bmw. Le quattro case si sono accordate con le autorità americane per una “compensazione” relativa ai richiami legati agli airbag del fornitore nipponico Takata, che in gennaio aveva accettato di corrispondere un miliardo di dollari. I cuscinetti salvavita difettosi di Takata avevano imposto richiami per un totale di 42 milioni di veicoli nei soli Stati Uniti (circa 69 milioni di airbag installati) e non meno di 17 morti. Adesso vengono chiamati a indennizzare anche i costruttori.

Il conto più salato riguarda Toyota che, da sola, dovrà pagare 278,5 milioni seguita da Bmw con 131, da Mazda con 76 e da Subaru con 68. I contenziosi sono tutt’altro che chiusi, anche perché recentemente un gruppo di avvocati aveva contestato a Nissan, Honda, Ford e la stessa Toyota di aver consapevolmente accettato i rischi legati all’adozione degli airbag della società giapponese, che pure in alcuni documenti interni sarebbero stati definiti come “arma letale”. Lo scorso febbraio presso il tribunale di Miami, sono stati depositati i nuovi atti che dovrebbero consentire ai legali di chiamare in causa anche i costruttori nelle class action sui dispositivi. Ma se Toyota ha trovato un’intesa, Honda, Ford e Nissan non ancora.

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