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AIRP/ 225 milioni le gomme europee da smaltire ogni anno

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BOLOGNA – Da uno studio elaborato dall’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, alla fine del 2006 l’obiettivo zero pneumatici usati in discarica fissato dall’Unione Europea è già stato raggiunto da Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia. Gli altri paesi, tra cui l’Italia, si allineeranno alle altre nazioni entro il 2007. Il divieto di dismissione in discarica, emanato dall’Unione Europea, riguarda ogni anno ben 225 milioni di gomme usate degli autoveicoli che occorre avviare alla ricostruzione o riciclare o smaltire. Secondo quanto dispone il provvedimento dell’Unione Europea dunque i pneumatici usati non riutilizzabili non hanno più diritto di cittadinanza europea e non rappresentano più un rischio ambientale di difficile soluzione (occorrono circa 100 anni perché un pneumatico interrato in discarica si deteriori completamente) in quanto sono oramai innumerevoli, oltre alla tecnologia della ricostruzione, anche le possibilità di un loro ottimale riutilizzo ecocompatibile: dalla produzione di granulato polverino, all’impiego nei lavori pubblici e, più in generale, alla valorizzazione energetica. Una soluzione particolarmente efficace è soprattutto quella della ricostruzione, una tecnologia che consente di raddoppiare il ciclo di vita del prodotto. Un pneumatico con il battistrada usurato, ma con la struttura portante ancora integra, non è certamente un rifiuto da smaltire, ma con la ricostruzione può diventare un prodotto da impiegare in piena efficienza e sicurezza su ogni tipo di autoveicolo. Come testimonia il loro largo utilizzo in tutti i settori del trasporto, compreso quello aereo, i pneumatici ricostruiti sono infatti ampiamente affidabili in quanto si avvalgono di processi di produzione particolarmente scrupolosi e tecnologicamente avanzati. I ricostruiti, inoltre, vantano benemerenze particolarmente lusinghiere anche dal punto di vista ambientale. Nel 2005 l’uso di pneumatici ricostruiti ha consentito di ridurre i consumi energetici nazionali di 166 milioni di litri di petrolio, di risparmiare 47.288 tonnellate di materie prime e agli automobilisti di risparmiare ben 290 milioni di euro. Ed è proprio in considerazione della valenza ecologica dei ricostruiti che il Ministero dell’Ambiente ha esentato i pneumatici usati destinati alla ricostruzione dagli adempimenti burocratici previsti dal Decreto Ronchi sull’ambiente, eliminandoli dall’elenco dei rifiuti. I pneumatici usati non sono dunque più rifiuti da smaltire, ma prodotti che possono essere restituiti alla loro originaria funzione fornendo un contributo fondamentale all’efficienza ed alla sicurezza di ogni tipo di autoveicolo.

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