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ASSOPETROLI/ "Differenza prezzo non è su produzione, ma su accise"

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Roma – Assopetroli invoca la concertazione. Il sindacato degli operatori indipendenti (circa 1000 imprese in Italia che si collocano nella filiera della distribuzione all’ingrosso dei carburanti) non ha gradito l’accelerazione del Governo in tema di razionalizzazione della rete carburanti ufficializzato con il via libera al disegno di legge collegato alla Legge di stabilità 2014 varato dal Consiglio dei ministri. In una nota, Assopetroli-Assoenergia chiarisce che lo sprint “rischia di cancellare anche quelle attività della distribuzione dei carburanti che operano, dopo aver effettuato ingenti investimenti per l’adeguamento delle strutture, sulla base di precise deroghe di legge che non possono essere ignorate ne cancellate con un colpo di spugna senza generare nell’immediato gravi ripercussioni economiche sulle stesse imprese e conseguentemente sull’occupazione, oltre ad esporre lo Stato ad un contenzioso che finirebbe per scaricare sui contribuenti il peso di scelte prettamente politiche e al momento inopportune”.

Secondo l’associazione, che ha attivato con Figisc Anisa Confcommercio la rilevazione del cosiddetto Stacco Italia accisa (SIA), il vero peso del differenziale “non è il centesimo del prezzo industriale ma gli oltre 25 centesimi al litro di maggiori imposte che i consumatori italiani pagano in più rispetto alla corrispondente media europea”. Secondo Assopetroli, il governo “dovrebbe approcciare il problema mediante una sensibile riduzione della pretesa fiscale sui carburanti rivedendo al ribasso quel 60,9% tra accise e iva che rendono il prezzo finale dei carburanti il più alto d’Europa”.  

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