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ATTUALITA'/ Maroni: introdurre il reato di "Omicidio stradale"

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Roma – Un provvedimento sull’onda dell’emotività. L’introduzione del reato di “Omicidio stradale”, proposto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha tutto il sapore del colpo ad effetto in seguito ai recenti fatti di cronaca: 4 giovani francesi hanno perso la vita e altre due persone sono rimaste ferite sull’autostrada A26 per colpa di un imprenditore albanese che guidava ubriaco un’Audi Q7 contromano. Ben venga, tuttavia, se serve ad evitare tragedie come questa. Non solo: a destare scalpore è il fatto che l’uomo albenese abbia potuto fare ritorno a casa: il sostituto procuratore di Alessandria, Sara Pozzetti, lo ha indagato in stato di liberà per omicidio colposo, lesioni colpose e guida in stato di ebbrezza. Il motivo? Il codice Penale attualmente in vigore prevede la restrizione della libertà contro una persona in attesa di giudizio se c’è un concreto pericolo che possa darsi alla fuga, commettere altri reati o inquinare le prove. Fattispecie che il sostituto procuratore ha ritenuto altamente improbabili. L’automobilista rischia adesso un massimo di dodici anni di reclusione ma, all’atto pratico, dopo sei anni (fra attenuanti varie) potrebbe già essere in semilibertà.

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