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Bentley contro Bentley, la Clothing di Manchester vince in tribunale

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Bentley contro Bentley, la Clothing di Manchester vince in tribunale

Chi si lamenta della lentezza della giustizia italiana può consolarsi con la lunghezza della disputa legale (persa) da Bentley nel Regno Unito. La vertenza era cominciata nel 1998 e l’altro giorno a Londra il giudice Richard Hacon ha dato ragione alla Bentley Clothing di Manchester. Per il blasonato costruttore della galassia Volkswagen Group i danni potrebbero non essere troppo circoscritti, anche perché la sentenza si applica solo al paese d’Oltremanica.

D’ora in poi solo giacche, berretti, sciarpe e cravatte di seta

Il giudice ha stabilito che la casa automobilistica non potrà più commercializzare capi di abbigliamento con il proprio marchio. E potrà produrre solo giacche, cravatte di seta, berretti e sciarpe. Già nel 1982 la Clothing aveva fatto proteggere anche il nome Bentley: 16 anni dopo aveva intentato un’azione legale nei confronti del costruttore. Come altri brand premium (e non solo), il produttore di Crewe alle prese con bilanci tutt’altro che soddisfacenti, lavora sul merchandising con un ventaglio di accessori piuttosto ampio.

La Bentley rischia ora di dover indennizzare l’impresa tessile

La Bentley aveva cercato di far eliminare i diritti sul nome avanzati dall’impresa tessile familiare, cosa che il giudice ha stigmatizzato. Il costruttore rischia adesso di dover far fronte ad una richiesta di risarcimento. “La decisione del tribunale è un sollievo”, ha commentato Chris Lees, numero uno dell’atelier, che ha anche definito “rovinosa” la lunga disputa. Hacon ha imposto al costruttore di distruggere o consegnare i capi griffati che violano le norma sui diritti. La casa di Crewe ha già annunciato ricorso precisando di aver commercializzato per oltre 30 anni abbigliamento con il proprio nome senza che fossero mai emerse confusioni sui brand.

 

 

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