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Bloomberg, Nissan valuterebbe cessione del 34% delle azioni di Mitsubishi

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L’indiscrezione è stata rilanciata dall’agenzia Bloomberg, che non ha citato fonti: Nissan starebbe valutando la cessione della sua partecipazione azionaria in Mitsubishi. La casa di Hokohama aveva assunto il controllo di quella dei Tre Diamanti nel 2016 dopo lo scandalo sulle manipolazioni relativo ai modelli che Mitsubishi produceva per conto di Nissan.

Nissan e Mitsubishi hanno smentito l’esistenza di piani per la riorganizzazione del capitale

Grazie all’operazione, condotta sotto la regia del ripudiato Carlos Ghosn, l’Alleanza franco giapponese era diventata il primo costruttore al mondo. Sia Nissan sia Mitsubishi sono intervenute per “correggere” Bloomberg facendo sapere che attualmente non esistono piani come quelli ventilati dall’agenzia di stampa. Anche diversi esperti del settore ritengono improbabile la cessione del 34% del capitale da parte di Nissan. Che significherebbe verosimilmente anche la “condanna” per la casa dei Tre Diamanti, che ha comunque volumi attorno al milione di unità l’anno. Tuttavia, sia Renault sia Nissan sono alle prese con impegnative sfide per la riorganizzazione interna. E il risanamento dei conti non rappresenta un aspetto marginale.

Ghosn “non troppo ottimista” sulla tenuta dei tre membri dell’Alleanza

Per Mitsubishi si potrebbe semmai profilare un’eventuale cooperazione con Toyota, che ha già partecipazioni in Subaru, Mazda e Suzuki. La casa dei Tre Diamanti aveva prima annunciato il ridimensionamento delle operazioni in Europa e poi l’abbandono del Vecchio Continente. Semmai è curioso che, in una intervista rilasciata alla rete americana CNBC, Ghosn si sia dichiarato “non troppo ottimista” circa la tenuta delle tre società dell’Alleanza. È curioso perché, appunto, Nissan aveva assunto il controllo di Mitsubishi proprio con lui alla guida sia di Nissan, sia della stessa Alleanza. Nei giorni scorsi, grazie soprattutto alla ripresa del mercato cinese, la casa di Yokohama aveva rivisto al rialzo le stime per l’esercizio in corso, che chiuderà sempre in perdita, ma inferiore alle previsioni.

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