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BMW non teme il futuro: la mobilità 2.0 sarà il frutto della strategia “Aces”

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BMW si prepara ad accogliere un’inedita fruizione della mobilità

In un mondo in rapida evoluzione le auto del domani (non troppo lontano, a dire la verità…) saranno sempre più tecnologiche e connesse. I costruttori per rimanere al passo con i tempi dovranno rivedere il proprio core business, affiancando la convenzionale produzione di veicoli alla fornitura di servizi di mobilità. A tal proposto, la strategia elaborata dalla BMW si chiama Aces (acronimo di Autonomous, Connected, Electrified and Services) e si basa su quattro aree d’intervento. Scopriamole insieme nel dettaglio. Anzi, lettera per lettera.

“A” come (Guida) Autonoma

Quando si parla della mobilità del futuro, inevitabilmente, il primo argomento da prendere in considerazione riguarda la guida autonoma. I modelli attualmente in commercio offrono un’automazione di Livello 2. Come ben saprete i sistemi odierni ci assistono in molteplici circostanze. Il conducente, però, rimane il responsabile della guida e deve tenere le mani sul volante. Lo step successivo, il Livello 3, arriverà nel 2021 con la BMW iNext. In questo modo, per la prima volta, il controllo del veicolo sarà condiviso tra l’auto e il guidatore.

Durante la guida autonoma nel traffico il guidatore potrà eseguire attività secondarie oppure rilassarsi. In ogni caso, dovrà rimanere in una posizione che gli consenta di prendere il controllo completo del veicolo, in pochi secondi, quando richiesto dal sistema. Sempre nel 2021 la BMW inizierà a testare la guida autonoma di Livello 4, che rispetto alla 3 permetterà tempi di “assenza del guidatore” più lunghi. In parallelo, sotto forma di progetto pilota si lavorerà anche alla guida autonoma totale (Livello 5): la guida sarà gestita interamente dalla macchina, che potrà anche non essere dotata necessariamente di pedali e volante.

“C” come Connettività

In termini di connettività, la BMW nel corso degli anni ha offerto un numero crescente di servizi. La gamma ConnectedDrive comprende soluzioni per la sicurezza (chiamata di emergenza intelligente), per la gestione della vettura e la sua manutenzione (Remote Services, Teleservices), per il comfort (Concierge 24/7, riconoscimento vocale evoluto, condivisione della propria posizione Live Trip Status), per la pianificazione delle destinazioni (app BMW Connected, Real Time Traffic Information, funzione Send To Car), per l’entertainment (streaming musicale Online Entertainment e Preparazione Apple CarPlay) e anche per la produttività in vettura (integrazione Microsoft Office 365 e Skype for Business).

Le principali novità hi-tech degli ultimi mesi sono due. Il sistema operativo di bordo Operating System 7.0 (2018) che permette al cliente di avere il software dell’auto costantemente aggiornato, grazie a Remote Software Update. Ancora: attraverso la Digital Key si può condividere la chiave con cinque persone diverse, il tutto semplicemente attraverso il proprio smartphone.

“E” come Elettrificazione

La divisione elettrica della Casa, la BMW i, non si accontenta dei soddisfacenti risultati commerciali ottenuti dalla i3 e i8, bensì punta a un importante implemento della gamma. L’azienda bavarese ha già assicurato i diritti di identificazione da BMW i1 a i9, nonché da BMW iX1 a iX9. Il prossimo anno vedremo il lancio della i8 Roadster, seguita nel 2019 da una Mini completamente elettrica; nel 2020, dalla BMW iX3 e nel 2021 dalla nuova ammiraglia del marchio per quanto riguarda la tecnologia, la BMW iNext, che unirà la mobilità elettrica alla guida autonoma e a nuove opzioni di connettività.

“S” come Servizi

In contemporanea a quanto detto finora, la BMW è al lavoro per implementare ulteriormente i servizi collaterali alle vetture, sotto tutti i punti di vista. Due esempi su tutti: il cliente che ama cambiare frequentemente vettura e non desidera più acquistarla può contare su una proposta specifica, creata su misura all’interno del programma Why-Buy da BMW Bank. In alternativa, per spostarsi in città con auto dell’Elica, senza il vincolo del possesso, si può ricorrere a DriveNow, programma di Carsharing capace di riscuotere notevoli consensi.

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