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La connettività fa lievitare ricavi e utili di Bosch. Crescono gli addetti

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La connettività fa lievitare ricavi e utili di Bosch. Crescono gli addetti

I costruttori tedeschi hanno archiviato il 2017 con nuovi record di vendita e della buona congiuntura beneficiano anche i fornitori come Bosch. La società di Stoccarda ha ufficializzato un fatturato attorno ai 78 miliardi, cinque in più rispetto al 2016. Non solo i ricavi, ma anche gli utili sono in aumento.

Utili a 5,3 miliardi di euro e margine operativo del 6,8%

I primi sono lievitati del 6,7% (8,3% al netto degli effetti del tasso di cambio), i secondi (EBIT) hanno raggiunto i 5,3 miliardi. Il margine operativo è del 6,8%. Si tratta ancora di dati preliminari e per i numeri definitivi ci sarà da attendere, ma le differenze saranno minime. “Abbiamo superato la nostra previsione di crescita, migliorando ulteriormente la nostra redditività”, ha dichiarato Volkmar Denner, presidente del CdA della Bosch GmbH. Pur essendo un attore globale, oltre la metà degli affari sono concentrati in Europa dove il fatturato ha sfiorato i 41 miliardi (+5,5%).

Il 30% del fatturato di Bosch è legato ad Asia-Pacifico e Africa

Altri 23,6 miliardi sono legati alle regioni Asia-Pacifico e Africa. Il numero dei collaboratori è arrivato a 400.500 persone, 11.200 in più rispetto al 2016 (3.800 in più nella sola Germania). Sono incluse le attività italiane. La connettività è stata la chiave del successo, tanto che dall’automotive è prevista la tecnologia verrà trasferita in altri settori. Dall’industria ai palazzi oltre, naturalmente, alla mobilità. Non a caso è stata creata la nuova unità Bosch Connected Industry. I collaboratori della divisione che accorperà software e servizi sono 500 collaboratori. L’operazione si inserisce nell’ambito della scelta di acquisire il 5% di Here, il consorzio tedesco delle mappe. La stessa quota è stata comprata anche dalla rivale Continental.

Nel 2018 test con Daimler sulla guida senza pilota

L’obiettivo di Bosch è quello di arrivare ad una mobilità non solo a zero emissioni, ma anche a zero stress e zero incidenti. Gli intrecci con gli elettrodomestici connessi lieviteranno per contribuire al miglioramento (almeno teorico) della qualità della vita. A Dresda, Bosch ha investito più di un miliardo di euro nella realizzazione di un impianto per la produzione di wafer (microcircuiti) di silicio. I nuovi sensori potranno venire impiegati anche all’interno delle smart home, che dialogheranno con le smart car. Assieme a Daimler (che anticipa domani a Stoccarda i dati di bilancio), la società porterà sulle strade cittadine vetture totalmente autonome e senza guidatore. I primi test scatteranno quest’anno.

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