Home»News»Diess perde guida del marchio Volkswagen, Brandstätter da COO a CEO

Diess perde guida del marchio Volkswagen, Brandstätter da COO a CEO

0
Condivisi
Pinterest Google+

Non Oliver Blume, ma Ralf Brandstätter: il Consiglio di Sorveglianza del gruppo ha ufficializzato il nome del successore di Herbert Diess alla guida del marchio Volkswagen al termine di una seduta straordinaria. Oliver Blume è l’attuale numero uno di Porsche e sempre più probabile successore del manager austriaco, la cui posizione è meno solida.

Brandstätter assumerà il nuovo incarico i Volkswagen con il primo luglio

Ralf Brandstätter, invece, era l’attuale Chief Operating Officer (C00), incarico rivestito dal primo agosto del 2018. A 22 mesi da quella nomina, il 51enne manager è stato gratificato dalla promozione a Ceo: entrerà ufficialmente in carica l’1 luglio. Sia per Diess, che aveva deciso mantenere la responsabilità sul marchio Volkswagen al momento dell’assunzione del mandato alla guida dell’intero gruppo, sia per Brandstätter si tratta di un passaggio fondamentale. Diess era subentrato a Martin Winterkorn alla guida del marchio del popolo: la fine dell’era di quest’ultimo non è legata alla cessione del brand, ma di sicuro aveva rappresentato il segnale che qualcosa stava cambiando. E il fatto che le indiscrezioni si fossero concentrate su Blume lascia intendere l’aria che tira per il numero uno di Porsche.

A Diess “maggiori spazi per sui compiti di responsabile del gruppo”

A Diess è stato nemmeno troppo indirettamente contestato il fatto di non essere riuscito ad avere il pieno controllo sullo sviluppo di Volkswagen. I problemi legati alla nuova Golf, venduta in qualche migliaio di esemplari anziché nei 100.000 previsti finora, ed al software della ID.3 hanno offuscato la sua immagine “vincente”. Non ha giovato al suo prestigio nemmeno la simultanea difesa di bonus e dividendi e richiesta di incentivi a favore di auto con motore termico. Ma anche per Brandstätter il momento è delicato, visto che di Volkswagen era il Coo. Il gruppo ha spiegato che l’avvicendamento servirà per garantire a Diess “maggiori spazi per i suoi compiti di responsabile del gruppo”. Il CdS torna di fatto sui propri passi. Perché a Winterkorn era stata contestata l’eccessiva concentrazione di poteri, che era poi stata replicata con Diess.

 

Articoli precedente

RC Auto: cosa fare per evitare rincari

Articolo successivo

Dieselgate, Stadler (ex Audi) a processo: 176 udienze fino a fine 2022