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Rischio crollo produzione auto in Gran Bretagna con la Brexit

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Tra le conseguenze della Brexit c’è anche il crollo della produzione automobilistica nel Regno Unito: secondo la società di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC), che ha elaborato l’ultima previsione (ma solo in ordine di tempo), il numero di veicoli fabbricati nel paese potrebbe crollare, nel peggiore dei casi, sotto il milione di unità entro il 2022. Uno scenario quasi “apocalittico” perché per il 2016 è prevista una produzione di 1,81 milioni di auto. L’industria dell’auto si era appena ripresa dopo la crisi degli anni Ottanta e Novanta e grazie ai massicci investimenti di molti costruttori, che sono tornati a garantire occupazione. Il problema restano le condizioni che la Gran Bretagna riuscirà a contrattare con l’Unione Europea dopo la Brexit. Tuttavia, almeno stando alle dichiarazioni di Nissan, che aveva minacciato di rivedere le operazioni nel paese dove e che ha poi quasi entusiasticamente confermato gli impegni dopo un incontro con il primo ministro Theresa May, il governo sembra aver mandato segnali importanti.

La cartina di tornasole sarà lo stesso andamento del mercato dell’auto che dopo anni spumeggianti dovrebbe chiudere il 2016 con una crescita più contenuta, attorno al 2,2%, vicina a 2,7 milioni di esemplari, confermandosi il secondo d’Europa dopo la Germania. Ma già per il 2017 PwC stima un incremento vicino alla parità (+0,5%). Il calo della sterlina ha effetti benefici sull’export, ma non aiuta se l’industria deve anche importare molte componenti. Lo studio dice che gli anni decisivi saranno quelli tra il 2018 ed il 2019, quando saranno cioè chiare (o dovrebbero esserlo) le condizioni negoziate dalla Gran Bretagna con l’Unione Europea. I costruttori hanno bisogno di pianificare gli investimenti e se fossero “interessanti” la società di consulenza non esclude perfino una produzione oltre i due milioni di unità. Ma se con la Brexit il paese dovesse venire costretto ad accettare norme differenti, senza particolari “agevolazioni”, già nel 2022 la produzione potrebbe crollare sotto il milione. La ragione è che c’è un paese con una capacità produttiva in grado di assorbire il 75% di quella britannica, e cioè la Turchia. Solo che la Turchia, almeno in questo momento, sembra avere altri problemi da affrontare.

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