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La cinese Byton a corto di liquidità sospende la produzione per 6 mesi

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Dopo le faraoniche anticipazioni, la Byton sembra aver finito i soldi. E a ha deciso di contenere i costi disponendo la sospensione della produzione per sei mesi. Si tratta di una delle varie start-up cinesi che avevano promesso grandi cose e che poi si sono ritrovate a dover affrontare una serie di problemi.

Cassa integrazione in Germania, licenziamenti negli Stati Uniti

Per il momento non è chiaro come la Byton andrà avanti. Oltre un anno fa se ne era andato uno dei fondatori, Carsten Breitfeld, approdato alla Faraday Future, il cui futuro non è meno incerto. La società ha già lasciato a casa la maggior parte dei suoi 450 dipendenti stipendiati negli Stati Uniti, mentre in Germania è scattato il tempo parziale per 70 lavoratori. In Cina a quanto pare una parte del personale non viene pagata da mesi. Per ridurre i costi e fra fronte alla congiuntura provocata dalla pandemia i vertici hanno disposto la sospensione della produzione.

L’acquisizione da parte della FAW è una delle ipotesi per la Byton

Con il suv elettrico M-Byte la Byton puntava a farsi strada nel mondo dell’automotive. Ma a quanto pare gli investitori, soprattutto stranieri, si sono tirati indietro. La FAW potrebbe correre in soccorso della start-up, ma ha anche già annunciato un importante impegno in Italia. La Byton aveva reso noto che le prenotazioni per il suv a zero emissioni avevano già raggiunto quota 60.000. La produzione avrebbe dovuto cominciare l’anno prossimo. Ma qualcosa è cambiato. E adesso anche questa società lotta per la sopravvivenza.

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