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Emissioni, la California e altri 22 stati fanno causa al presidente Trump

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Emissioni, la California e altri 22 stati fanno causa al presidente Trump

Gli Stati Uniti, la nazione che ha fatto pagare almeno 22 miliardi di euro al gruppo Volkswagen per via del dieselgate, allarga le maglie sulle emissioni, mentre l’Europa le stringe. Che il presidente Donald Trump non vedesse di buon occhio i piani ecologici del suo predecessore Barak Obama era noto. E, infatti, il tycoon aveva provveduto a rimuovere i vertici dell’EPA, l’agenzia per la protezione dell’ambiente, affidandone la guida a Scott Pruitt.

Anche stati a guida repubblicana appoggiano la vertenza

Trump aveva poi avviato un contenzioso con la California, tradizionalmente non solo una roccaforte democratica, ma anche uno stato particolarmente sensibili ai temi ecologici. Venerdì, assieme ad altri 22 stati, la stessa California ha fatto causa all’amministrazione guidata dal miliardario repubblicano. “Signor presidente, ci vedremo in tribunale”, ha sintetizzato Xavier Becerra, procuratore generale dello stato della costa orientale. L’azione legale intentata contro il governo Trump punta ed evitare lo smantellamento del dispositivo che consente sostanzialmente alla California di varare norme più restrittive anche a livello federale sulle emissioni atmosferiche. Tra gli stati (non solo a guida progressista) che hanno aperto il contenzioso ci sono anche Michigan, Colorado, Illinois, New Jersey, New York e Massachusetts.

Altro che emissioni, Trump promette auto meno costose e più sicure

La vertenza potrebbe approdare davanti alla Corte Suprema e, in qualche modo, riguarda la stessa “indipendenza” legislativa degli stati. “La California non si lascerà piegare dagli attacchi irriguardosi e politicamente motivati del presidente”, ha tuonato il governatore Gavin Newsom. L’azione legale segue il passo compiuto lo scorso mercoledì dall’amministrazione Trump, che intende togliere il “privilegio” legislativo ambientale allo stato. L’obiettivo perseguito dalla Casa Bianca è quello di assicurare “auto meno costose” e “decisamente più sicure”. Esattamente come in Europa, i costruttori chiedono soprattutto una cosa: chiarezza e uniformità. La scelta di Trump di “alleggerire” le norme sulle emissioni è coerente con l’addio agli accordi sul clima. La direzione imboccata dal presidente è diversa rispetto a quella del resto del mondo.

 

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