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CARBURANTI/ Compagnie avevano margini per assorbire aumento Iva

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Roma – Eni batte tutti. Malgrado lo stimato rincaro di 1,5 cent al litro con l’entrata in vigore della nuova aliquota Iva (da 21 a 22%), il Cane a sei zampe ha contenuto l’aumento in 10 e 6 millesimi. Nessuno ha fatto meglio (o meno peggio) e così, almeno in modalità servito e secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, benzina e gasolio Eni sono le meno care del mercato, con un prezzo in linea con le medie ponderate, che però includono anche le “pompe bianche”.

“C’è da rilevare – precisano gli analisti di Staffetta Quotidiana – che i margini lordi sono circa 1,5 centesimi al di sopra della media degli ultimi dodici mesi, sia sulla benzina sia sul diesel. Proprio quel centesimo e mezzo che l’aumento dell’Iva scarica oggi sul prezzo finale. Se le compagnie avessero “assorbito” l’aumento nel prezzo finale, avrebbero semplicemente allineato i margini lordi al livello medio degli ultimi due anni”.

Esso è intervenuta con un rincaro di 1,2 cent su entrambi i prodotti, mentre gli aggiustamenti delle altre sigle sono compresi tra 1,4 e 1,6 cent. Le medie ponderate in modalità servito sono tornate a salire: benzina a 1,818 euro al litro (+1,3 cent), diesel a 1,752 (+1,1 cent), gpl a 0,811 (+0,7) e metano a 0,995 (+0,8).

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