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CARBURANTI/ Gestori contro Eni: "Dichiarato stato di agitazione"

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Roma – Ed è subito polemica. Anzi, peggio. Perché i gestori di Faib Confesercnti e Fegica Cisl hanno già fatto sapere di essere pronti allo sciopero. “L’iniziativa “Riparti con Eni” – si legge in una nota congiunta delle due sigle firmata da Martino Landi e Roberto Di Vincenzo – è l’ennesima presa in giro che l’industria petrolifera italiana cerca di trasformare in un grande avvenimento: se, come dimostrano gli impianti della grande distribuzione e no logo, ci sono gli spazi economici per farlo, le compagnie petrolifere hanno il dovere di abbassare i prezzi dei carburanti ovunque, tutti i giorni e per tutte le modalità di vendita”.

Le due sigle parlano di “specchietti per le allodole” con promozioni limitate negli orari e nella localizzazione ed anche nella forma di pagamento. Landi e Di Vincenzo ipotizzano addirittura un “invisibile aumento dei prezzi su tutta la rete”.

Secondo Faib e Fegica, l’azione nasconde il vero scopo di Eni: “Diminuire i propri costi fissi, non certo di abbassare i prezzi dei carburanti, attraverso il processo di espulsione già avviato di decine di migliaia di lavoratori e delle piccole imprese di gestione dal settore”. Le sigle hanno dichiarato lo “stato di agitazione” per “mettere allo studio la prossima proclamazione di uno sciopero generale” entro la prima metà di luglio.

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