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Cartello dell’auto: respinta negli USA class action contro le case tedesche

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Cartello dell’auto: respinta negli USA class action contro le case tedesche

I costruttori tedeschi hanno vinto il primo round di una sfida che rischia di protrarsi a lungo e costare parecchio denaro, almeno fino a quando l’Antitrust europeo non avrà deciso in merito al presunto cartello dell’auto. Lo stesso giudice che si era occupato del dieselgate, cioè Charles Breyer, ha respinto una prima class action contro Bmw, Daimler ed il gruppo Volkswagen.

La Commissione Europea ha accertato in via preliminare accordi illeciti

Lo scorso aprile, seppur in via preliminare, la Commissione Europea aveva accertato accordi illeciti tra i costruttori della Germania (incluse Audi e Porsche). Una sorta di “cupola dell’auto” tedesca svelata nell’estate del 2017 dal settimanale “Der Spiegel”. Secondo la testata almeno 200 manager suddivisi in 60 gruppi di lavoro si sarebbero confrontati su vari temi già a cominciare dagli anni ’90. Noto come il “Cerchio dei 5”, il cartello è sotto inchiesta con l’ipotesi di aver ritardato l’adozione di sistemi per l’abbattimento dei gas di scarico.

Secondo il giudice le accuse non sono sufficientemente motivate

Negli Stati Uniti le azioni collettive sono molto diffuse e spesso hanno anche successo. La motivazione con la quale il giudice ha respinto il rinvio a giudizio sembra piuttosto tranquillizzante per i marchi coinvolti nel presunto cartello dell’auto. Secondo Charles Breyer le accuse non sarebbero sufficientemente motivate. Almeno per il momento sono basate quasi esclusivamente sulle notizie diffuse dagli organi di informazione. Lo stesso giudice ha tuttavia concesso la possibilità di riprovare a citare in giudizio i costruttori fornendo accuse più circostanziate.

 

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