Home»News»Presunto cartello pezzi di ricambio, il caso si allarga: cinque case coinvolte

Presunto cartello pezzi di ricambio, il caso si allarga: cinque case coinvolte

0
Condivisi
Pinterest Google+

Presunto cartello pezzi di ricambio, il caso si allarga: cinque case coinvolte

Non 1,5 miliardi di euro, ma 2,6: sarebbe il fatturato maggiorato di PSA e Renault, ma anche di Nissan, Chrysler e JLR sui pezzi di ricambio negli ultimi 10 anni. Anche la Francia, e non solo la Germania, avrebbe il suo presunto “cartello dell’auto”. I costruttori francesi respingono le accuse, le altre case non hanno ancora commentato la vicenda.

Inchiesta giornalistica dell’European Investigative Collaborations (EIC)

Le informazioni su cui si basano le speculazioni di un’intesa sottobanco sono emerse dall’analisi di un processo nel quale è coinvolta la Accenture, uno dei colossi della consulenza d’impresa a livello mondiale. Le carte sono state esaminate dal circuito giornalistico European Investigative Collaborations (EIC). Sarebbe stato proprio un software della società a consentire a PSA e Renault di regolare i prezzi dei pezzi di ricambio come fari, retrovisori e parafanghi. A far emergere il caso è stato l’inventore del programma Partneo, Laurent Boutboul. Nelle ultime ore è emerso che anche Nissan, Chrysler e JLR avrebbero disposto del software. Non è chiaro se ci siano stati incontri per concordare i prezzi.

Un algoritmo per stabilire il prezzo massimo che i clienti sono disposti a pagare

L’uomo ha fatto causa alla Accenture perché gli avrebbe riconosciuto una somma troppo bassa per l’acquisizione della sua ditta, la Acceria, e del suo software. Grazie ad un algoritmo, il programma era in grado di indicare la cifra massima che i potenziali clienti sarebbero stati disposti a pagare. Che è poi quello che fa il marketing. Renault è stato il primo cliente a disporre del software, ma la società lo avrebbe proposto anche ad altri. Si parla di un’offerta estesa a 31 marchi, anche se per ora sembrerebbe che solo altri 4 abbiano fatto ricorso al software. I giornalisti che hanno ricostruito la vicenda parlano di un incontro tra manager della Losanga e di PSA fra i quali avrebbe mediato la stessa Accenture.

Rincari fino al 300% e margini dell’80’% sui pezzi di ricambio

A quanto pare la società di consulenza è stata messa in guardia dalla propria divisione legale di possibili contestazioni alle norme sulla concorrenza. PSA come Renault hanno respinto ogni accusa, mentre Accenture ha parlato di “numerose imprecisioni ed errori di interpretazione”. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, i rincari dei prezzi sarebbero stati compresi tra il 20 ed il 300%. Gli aumenti sarebbero tuttavia stati pressoché identici tra i due gruppi. I margini avrebbero raggiunto l’80%. Software premiato nel 2008 da Renault con il “Super Award de la profitabilité”. Secondo le ricostruzione dell’EIC i prezzi “gonfiati” avrebbero assicurati maggiori guadagni per 800 milioni a Renault, per 675 a PSA, per 500 a Nissan, per 400 a Chrysler e per 200 a Jaguar Land Rover.

Articoli precedente

Piano industriale di FCA di tutto di più: investimenti, elettrificazione, Italia

Articolo successivo

Porsche 718 Boxster GTS: la prova su strada