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Dieselgate, chiesto il rinvio a giudizio di Winterkorn, ex Ceo di VW AG

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Dieselgate, chiesto il rinvio a giudizio di Winterkorn, ex Ceo di VW AG

Mentre in Giappone Carlos Ghosn, l’ex numero uno di Nissan e dell’Alleanza franco nipponica, è tornato in carcere, per Martin Winterkorn, già Ceo del gruppo Volkswagen, dovrà lottare per restarne fuori. La Procura di Braunschweig, quella che ha tutte le carte e che da più tempo indaga sul dieselgate, ha formalizzato le accuse al top manager.

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Winterkorn è accusato di frode aggravata. Chiesto il processo anche per altri 4 manager

Sul rinvio a giudizio dovrà adesso esprimersi il competente tribunale della città. Il percorso è stato lungo, dato che le indagini sono cominciate nell’autunno del 2015. Il 71enne dirigente è accusato assieme ad altri quattro manager del gruppo: anche per loro è stato chiesto il rinvio a giudizio. Le principali ipotesi di reato nei suoi confronti sono frode aggravata e violazione delle norme sulla concorrenza. Sulla spalle di Winterkorn gravano fino a 10 anni di detenzione, almeno teorici. In caso di condanna rischia anche di dover restituire fino a 11 milioni di premi incassati indebitamente. La richiesta del rinvio a giudizio è un passo importante anche secondo la Procura. I legali dell’ex Ceo hanno contestato alla Procura di non aver ancora messo a disposizione della difesa gli incartamenti dell’inchiesta.

L’ex Ceo avrebbe saputo delle indagini americane fin dal maggio del 2014

Sulla base delle ricostruzioni degli inquirenti, il top manager sarebbe stato avvisato già nel maggio del 2014 delle indagini delle autorità americane. La Bild Zeitung lo aveva già scritto pochi mesi dopo la deflagrazione del caso. Un collaboratore lo avrebbe informato che stavano verificando su un dispositivo illegale per l’abbattimento dei gas di scarico. Almeno da quel momento il top manager avrebbe saputo, malgrado la sistematica manomissione delle emissioni fosse scattata nel 2006. Winterkorn ha sempre smentito di aver saputo della vicenda prima del settembre del 2015, anche di fronte alla Commissione Parlamentare tedesca. Ulteriori indagini sono in corso e riguardano 35 persone.

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