Home»News»Collaborazionismo, sospetti dal Brasile su Volkswagen, Mercedes e GM

Collaborazionismo, sospetti dal Brasile su Volkswagen, Mercedes e GM

0
Condivisi
Pinterest Google+

Nuova “grana” per Volkswagen, che deve fare i conti con una indagine “storica” in Brasile dove è sospettata di collaborazionismo con il regime militare che ha segnato la storia recente del paese, tra il 1964 ed il 1985. Volkswagen do Brasil non è l’unica società indagata: fra quelle automobilistica, nel mirino delle autorità ci sono anche General Motors e Mercedes-Benz do Brasil. Altre aziende coinvolte sono Siemens Limitada, Petrobras e Kodak, ma complessivamente i gruppi che avrebbero aiutato il regime sarebbero state oltre 80. Volkswagen ha mandato in Brasile uno storico, Manfred Geiger, per fare chiarezza sul presunto caso di collaborazionismo. Almeno fra le società della Germania, il colosso di Wolfsburg sembra essere l’unico ad avere ricevuto addebiti concreti. Geiger ha anche detto che, a quanto pare, la rielaborazione del passato funziona più speditamente con le aziende straniere. Negli anni bui, sotto il governo dei militari vennero uccise 400 persone secondo le cifre ufficiali, ma gli studiosi della Commissione Verità hanno aumentato il numero delle vittime. Numerosi anche i casi di tortura.

Le società avrebbero fornito informazioni, in particolare sui dipendenti legati alle attività sindacali. Uno di essi, il 71enne Lucio Bellantani, ha raccontato che i soldati che lo avevano prelevato sul posto di lavoro, avevano cominciato a malmenarlo ancora nell’area di pertinenza di Volkswagen. Circa le conseguenze per le società coinvolte nell’inchiesta sul collaborazionismo non esistono molte certezze, anche perché il Brasile, a differenze dell’Argentina, non sembra intenzionato a procedere legalmente. Esiste una amnistia del 1979 che di fatto “protegge” gli autori di eventuali crimini e finora nessuno, tanto meno la criticatissima presidente Dilma Roussef, catturata nel 1970, torturata ed imprigionata per 3 anni, è intervenuto per modificare la situazione. Fra i documenti che proverebbero la collaborazione di Volkswagen ce ne sarebbe anche uno che riporta il nome di Ignacio Lula da Silva, l’ex presidente, a suo tempo spiato dai militari.

Articoli precedente

Nuovi rincari per benzina e diesel, aumenti IP, Tamoil e TotalErg

Articolo successivo

Dacia Duster MY 2016, prezzi più bassi per le versioni diesel