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Lo IED di Torino a Ginevra con un concept Hyundai, il buggy Kite

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Lo IED di Torino a Ginevra con un concept Hyundai, il buggy Kite

L’Istituto Europeo di Design di Torino torna al Salone di Ginevra con un concept Hyundai realizzato in collaborazione con il Centro Stile europeo della casa coreana. Il prototipo è stato sviluppato dal Master in Transportation Design e si chiama Hyundai Kite. Si tratta del quattordicesimo modello di stile in scala 1:1 realizzato nell’ambito del progetto di tesi del Master biennale, a forte accento indiano.

Kite da 3,745 metri a due posti senza tetto né portiere

Il concept Hyundai Kite verrà presentato nel corso di una specifica conferenza stampa in calendario il 6 marzo alle 14.45 presso lo stand dell’Istituto, nel padiglione 6. Il concept Hyundai è un buggy che misura 3,745 metri di lunghezza, 2,235 di larghezza e 1,445 di altezza. Il passo è di 2,58 metri. Il prototipo a due posti è leggero e, soprattutto, elettrico. Non ha tetto né portiere: “Eliminando le barriere che oggi dividono l’interior dall’exterior nelle auto, questa concept car supera il concetto di mezzo per lo spostamento su terra o su acqua, diventando non solo un veicolo ma anche un ‘luogo’ dedicato all’esperienza dell’utente”, informa una nota per la stampa. Il concept Hyundai dello IED offre per la prima volta anche gli interni.

Master a forte accento indiano per il concept Hyundai

La Hyundai Kite dispone di una trasmissione realizzata con il Gruppo Sila, delle sedute e delle cinture, messe a punto con la Sabelt. La Kite coreana è stata realizzata dalla NCS, NewCast Services Srl. Gli studenti del Master che hanno realizzato il concpet Hyundai sono Nicholas Luke Cho, Priankar Dasgupta, Jiabin Dong, Nithyanandhan Emmanuel, Ulises Esquivel Balderas, Nishank Grover, Jin Kim, Sai Sandeep Pentakota, Luis Rodrigo Rodriguez Mendez, Aditya Saraf, Alexandru-Calin Ticarat, Prashanth Vantimitta, José Andrés Yanes Belmonte, Wu Zhengcui e l’italiano Leonardo Vitale. Il Master dello IED è coordinato da Alessandro Cipolli con la collaborazione di Davide Tealdi e sotto la supervisione di Luca Borgogno.

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