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Coronavirus, industria dell’auto praticamente ferma in Europa e USA

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L’industria dell’auto è ormai ferma sulle due sponde dell’Atlantico, naturalmente come conseguenza della diffusione del coronavirus. Toyota, Volkswagen e Subaru chiuderanno le fabbriche negli USA. Ford, che come GM e Tesla sta valutando una temporanea conversione per la produzione di apparecchiature mediche, ha addirittura deciso di sospendere il pagamento dei dividendi. La casa californiana ha intanto bloccato le linee di assemblaggio a Fremont.

Il coronavirus blocca Volvo Cars anche in Svezia e in America

Il colosso nipponico ha disposto la sospensione delle attività in Nord America a partire da lunedì fino ad almeno il 5 aprile. La filiale americana del gruppo tedesco aveva fermato la produzione lunedì a Chattanooga per una sanificazione dello stabilimento che verrà chiuso a partire da sabato almeno fino al 29 marzo. In Messico si continuerà invece a lavorare, anche se c’è il rischio di limitazioni nella fornitura di componenti. Subaru bloccherà la produzione nello stato dell’Indiana per una settimana a cominciare da lunedì. Dopo essere intervenuta in Belgio, a Gand, Volvo Cars ha disposto anche la chiusura in Svezia e negli Stati Uniti. Gli impianti in Scandinavia e oltreoceano cesseranno le attività tra il 26 marzo ed il 14 aprile, mentre quello belga dovrebbe riaprire il 6 aprile.

Bentley chiude nel Regno Unito, JLR anche in Slovacchia

Nel Regno Unito sono intervenute per fermare la produzione anche Jaguar Land Rover e Bentley. Il costruttore britannico controllato da Tata cesserà temporaneamente di fabbrica auto la prossima settima e conta di riaprire con il 20 aprile. Fermo anche il sito di Nitra, in Slovacchia, mentre in Brasile e India il lavoro continua. Anche Bentley, uno dei marchi del gruppo Volkswagen, sospende la produzione con l’obiettivo di riprenderla il 20 aprile. La casa di Crewe è tra l’altro appena tornata in utile, con un attivo di 65 milioni di euro a fronte dei 288 milioni di passivo dell’esercizio 2018. Secondo uno dei top manager di Porsche, Detlev von Platen, nelle prossime 4/5 settimane sarà possibile capire l’impatto della diffusione del coronavirus.

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