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Cosa si aspettano gli italiani dal settore auto

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Le criticità legate alla diffusione del coronavirus hanno falcidiato il mercato dell’auto. Dopo la raggelante situazione generata dal lockdown, con l’azzeramento (quasi) totale delle immatricolazioni ad aprile, ora la Fase2 dovrebbe portare a una lenta ripresa. Le incertezze però non mancano e l’intero mondo Automotive rimane col fiato sospeso, anche perché l’atteso aiuto al settore attraverso il Decreto Rilancio non è arrivato. Un decreto che lascia dietro di sé una scia di insoddisfazione quello approvato mercoledì 13 maggio dal Governo, almeno nella parte riguardante l’automobile. Le richieste delle Associazioni di categoria rimangono inascoltate, mentre l’unico provvedimento che tocca marginalmente il nostro settore riguarda il bonus di 500 euro per la micromobilità.

In attesa di una contromossa burocratica, le variabili capaci d’invertire il trend negativo sono molteplici. La più importante è sicuramente rappresentata dal fattore umano. Gli italiani come si relazioneranno al mondo dell’auto? Saranno ancora disposti a cambiare, nel breve periodo, la propria auto oppure preferiranno rimandare l’acquisto? Il settore ha ideato delle nuove formule di vendita, per andare in contro alle mutate esigenze della clientela? Domande interessanti alle quali solo il tempo riuscirà a darci risposte concrete. Nel frattempo, grazie a un’indagine realizzata da Subito.it, possiamo farci un’idea di quello che attualmente pensano gli italiani in merito al tema delle quattro ruote.

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Uno studio in grado di fornire un buono spettro della realtà, visto che -stando ai dati dichiarati- sulla piattaforma di Subito Motori le visite settimanali si attestano a 6,5 milioni. Il primo dato emerso dalla ricerca era abbastanza prevedibile: per la maggior parte degli intervistati l’emergenza ha influito sulla propensione all’acquisto, specialmente sui lavoratori autonomi (70%) e i Millenials (78%).

Si punterà maggiormente sui finanziamenti e sull’usato

Una delle principali conseguenze, inevitabile in ogni settore durante un momento di grande crisi, è la riduzione del budget d’acquisto del 65 %. Sempre per ottimizzare le risorse a disposizione, i clienti hanno deciso di non comprare un’auto nuova (come magari preventivato in precedenza) e di puntare sull’usato (12%). In alternativa, mantendo ferma la decisione di acquistare un’auto nuova, gli intervistati hanno dichiarato di aver cambiato la modalità di pagamento. Da un versamento completo iniziale a un finanziamento (10%).

A farne le spese anche le tempistiche per l’acquisto, che si allungano nel 95% dei casi. Principalmente per motivazioni legate alla preoccupazione per la propria situazione economica e alle varie incertezze del momento. Le uniche soluzioni alla riduzione della tempistica elette come plausibili dagli intervistati, rispettivamente per il 63 e 50 %, sono rappresentate dall’arrivo di incentivi statali e da una maggior flessibilità e modularità nel pagamento delle rate.

Il 72% si aspetta inoltre una risposta alla situazione da parte delle concessionarie (72%) attraverso offerte più vantaggiose rispetto al passato. Gradita inoltre (per il 69%) una nuova spinta verso motorizzazioni ibride ed elettriche. Ben salda la necessità di vedere l’auto prima di comprarla, soprattutto per chi compra auto nuove o a km0. I clienti vogliono andare in concessionaria, richiedendo la possibilità di un appuntamento ad hoc e a porte chiuse (33%). Al contempo è in crescita pure l’interesse per la possibilità di acquisto completamente online, con consegna al proprio domicilio (28%).

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