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In settembre Suzuki e Dacia “volano” anche in Germania. Crolla il diesel

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La Germania dell’auto frena di nuovo: in settembre, secondo la KBA, sono state immatricolate 288 mila auto nuove, il 3,3% in meno rispetto allo stesso mese di un anno fa. Da gennaio in poi sono state vendute quasi 2,161 milioni di vetture, pari ad una crescita del 2.2%. La quota di macchine aziendali, seppur in calo, è stata del 64,5%.

La Germania si allontana dal gasolio

Le vendite di auto a gasolio sono crollate: il 21,3% in meno, poco sopra il 36%. Più che il dieselgate è l’effetto dei possibili divieti di circolazione nelle città a spaventare i consumatori. E, soprattutto, gli incentivi per la “conversione” offerti dai costruttori. I brand tedeschi sono i più colpiti. I modelli alimentati a benzina hanno beneficiato in parte di questo andamento: +8,7%. Lo scorso mese in Germania sono state immatricolate 8.674 auto ibride, pari ad una crescita del 76,4%. Di queste, 3.118 erano plug-in (quasi +120%), per le quali i clienti possono ottenere un% bonus di 3.000 euro. Sono state targate anche 2.247 auto elettriche, +37%, il cui acquisto è incentivato con 4.000 euro. Ciò nonostante le emissioni medie di CO2 sono aumentate dello 0,9% raggiungendo i 127,7 g/km.

Alfa Romeo “salva” il bilancio FCA

Suzuki (+42,2%), Dacia (+27,5%), Subaru (+13%) e Skoda (+11,6%) sono i soli marchi cresciuti in doppia cifra lo scorso mese in Germania. Per i marchi di FCA settembre è stato più agro che dolce: la sola Alfa Romeo ha proseguito il trend positivo, anche se molto meno marcato rispetto al passato. Il Biscione ha consegnato 458 auto, pari al 4,9% in più. Fiat e soprattutto Jeep hanno contabilizzato flessioni importanti: -6,9% e -38,5%. Il marchio americano è stato quello che ha perso di più. Da inizio anno Alfa Romeo e Fiat restano tuttavia ampiamente positive: +54% e 14%. La quota di mercato FCA è del 3,3%. Volkswagen resta il brand con la maggiore penetrazione (18,5%), ma cede un altro 8,2%. Mercedes è seconda con il 9,8% (-2%). Skoda, Hyundai e Renault sono nell’ordine i marchi di importazione con le maggiori quote del 6,8, del 3,8 e del 3,1%. Da inizio anno, Tesla resta il costruttore con il maggior tasso di crescita: +85%.

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