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Procura ipotizza frode su emissioni per un milione di veicoli Daimler

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Tra il 2008 ed il 2016 Daimler avrebbe commercializzato oltre un milione di veicoli Mercedes con emissioni superiori a quelle consentite: l’ipotesi è che abbia installato un meccanismo che funzionaba solo sui rulli. È la motivazione con la quale, lo scorso maggio, 230 poliziotti accompagnati da 23 magistrati, avevano perquisito diversi uffici della casa di Stoccarda. A rivelarlo è la Süddeutsche Zeitung, che assieme alle rete NDR e WDR ha potuto visionare gli atti.

I mezzi, non solo auto, ma anche veicoli commerciali leggeri, sarebbero stati venduti in Europa e negli Stati Uniti. I motori “incriminati” sarebbero gli OM 642 e OM 651: per queste unità – secondo quanto riferisce la testata – sarebbero stati manipolati i dati sulle emissioni. Gli inquirenti sembrano ritenere che a questi propulsori sia stato abbinato un sistema di abbattimento dei gas di scarico che funzionava sui rulli, ma non in strada. Secondo la Procura e contrariamente a quanto imposto dalla KBA, l’autorità federale per i trasporti, Daimler avrebbe dichiarato legale il dispositivo.

Dopo le verifiche imposte in seguito al dieselgate, Daimler aveva accettato di richiamare “volontariamente” (naturalmente dietro sollecitazione del ministro federale dei trasporti Alexander Dobrindt) 247.000 auto a marchio Mercedes. Le gravi ipotesi avanzate dalla Procura di Stoccarda sembrano andare oltre le divergenze sull’interpretazione della normativa sulle emissioni e sulle funzioni a protezione del motore in base alla quale Daimler aveva anticipato ad azionisti e investitori il rischio di possibili sanzioni. Stando a quanto scrive il quotidiano bavarese, gli inquirenti non escludono che la KBA possa perfino ritirare l’omologazione europea per i veicoli che montano i due motori.

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