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Daimler aggiorna i motori diesel E5 e E6 e richiama 3 milioni di veicoli

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Daimler gioca d’anticipo e annuncia un’operazione da 220 milioni di euro per richiamare  più di 3 milioni di veicoli Mercedes con motori diesel Euro 5 ed Euro 6. L’azione che il costruttore ha definito “di servizio” è volontaria e riguarda la sola Europa. Lo ha ufficializzato Daimler a pochi giorni di distanza dalle indiscrezioni sulla possibile e più pesante frode sulle emissioni. Nella richiesta del mandato di perquisizione la Procura di Stoccarda aveva ipotizzato il coinvolgimento di oltre un milione di veicoli tra Europa e Stati Uniti. Il richiamo volontario è dieci volte più esteso rispetto a quello concordato con le autorità tedesche, che riguardava 270.000 auto.

Il futuro dei motori diesel

La campagna è stata varata all’insegna dello slogan “Piano per il futuro delle unità diesel”. Il richiamo comincerà già nelle prossime settimane e sarà naturalmente a costo zero per i proprietari. L’aggiornamento del software che riduce le emissioni di NOx richiede un’ora in officina. Daimler ha anche reso noto di voler accelerare il lancio della nuova generazione di motori a gasolio. La casa di Stoccarda intende non perdere la fiducia degli automobilisti guadagnata in questi ultimi anni. “Siamo convinti – ha spiegato Dieter Zetsche, numero uno di Daimler – che motori a gasolio continueranno a essere una presenza fissa nel mix dei sistemi di propulsione, non da ultimo per le basse emissioni di CO2”.

Aggiornamenti Audi e BMW

La massiccia campagna di richiamo di Daimler non è un fulmine a ciel sereno. In Germania diverse amministrazioni stanno ragionando sul blocco per i veicoli equipaggiati con motori diesel meno moderni. Sia BMW sia Audi avevano fatto sapere che per ovviare ai possibili divieti avrebbero aggiornato la metà delle auto a gasolio in circolazione in Germania con motori Euro 5. Daimler, sicuramente messa sotto pressione dalla “fuga di notizie”, è ora andata molto oltre. Prima della diffusione delle indiscrezioni di stampa peraltro, lo stesso Zetsche aveva dichiarato che i costi dell’implementazione dei propulsori diesel avrebbe dovuto assumerseli i costruttori.

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