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Streetscooter verso la chiusura, ma il fondatore la ricomprerebbe

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Streetscooter potrebbe cambiare di nuovo proprietà e tornare nelle mani del suo fondatore, Günther Schuh. Il professore è anche costituito anche la e.Go. La start-up tedesca nata dal Politecnico di Aquisgrana era stata acquisita dalla Deutsche Post DHL nel 2014 che puntava ad elettrificare la propria flotta. La società era nata per mettere a punto una gamma di veicoli commerciali a zero emissioni su strada dedicati alla logistica.

Fine produzione teorica entro la fine del 2020, nel 2019 persi 100 milioni

La Streetscooter aveva anche avviato una collaborazione con Ford ed aveva anche piazzato un certo numero di veicoli ad una serie di aziende private, inclusa Amazon. Ma nei giorni scorsi il numero uno della Deutsche Post DHL Frank Appel aveva ufficializzato la decisione di chiudere la produzione entro la fine dell’anno. Troppe alte le perdite, che nel 2019 hanno raggiunto i 100 milioni di euro. Il colosso tedesco aveva anche inutilmente cercato un acquirente per la Streetscooter, senza riuscire tuttavia a trovarlo. Di qui la decisione di archiviare l’esperienza di “costruttore per caso”. Nel frattempo, tuttavia, la produzione dei veicoli elettrici era stata avviata in due siti, oltre ad Aquisgrana anche a Düren.

Le Poste tedesche avrebbero ritardato investimenti nella Streetscooter

La notizia non ha lasciato indifferente Schuh, che ha dichiarato che “a determinate condizioni posso anche immaginare di riprendermi” la Streetscooter. Secondo il professore e imprenditore la Deutsche Post DHL non avrebbe ottemperato al proprio mandato. La proprietà era stata ceduta perché potesse continuare ad essere innovativa. Ma a giudizio di Schuh il colosso tedesco non avrebbe proseguito nello sviluppo e avrebbe ritardato in maniera eccessiva ulteriori investimenti. Al momento non è chiaro nemmeno cosa ne sarebbe dei dipendenti della Streetscooter.

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