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Dieselgate, ex manager VW arrestato in Croazia su richiesta degli USA

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I nodi del dieselgate vengono al pettine o, meglio, i mandati di cattura internazionali cominciano a venire eseguiti. Un ex manager del gruppo Volkswagen è stato fermato in Croazia su richiesta delle autorità americane. Il caso rischia di diventare anche diplomatico, perché l’uomo rischia l’estradizione Oltreoceano.

Secondo le autorità americane sarebbe uno degli uomini chiave della manipolazione

L’uomo fermato fuori dai confini nazionali sarebbe Axel Eiser, che ha lavorato per anni in Audi, crocevia del dieselgate come conferma anche il prossimo processo a Rupert Stadler. Le autorità americana ritengono l’uomo fra i quelli coinvolti nella frode sulle emissioni delle auto con le insegne dei Quattro Anelli. Non è chiaro se l’ex manager fosse già fra quelli per i quali erano stati spiccati gli ordini di arresto, uno dei quali riguarda anche il potente e dimissionario Ceo Martin Winterkorn.

Il dieselgate è già costato almeno 31,3 miliardi di euro al colosso tedesco

Quello che sembra certo è che gli 007 d’Oltreoceano abbiano segnalato la sua presenza alle autorità della Croazia. In Germania il rischio di estradizione non esiste. Il gruppo Volkswagen, ha reso noto l’agenzia di stampa tedesca, non ha voluto commentare la notizia. Negli Stati Uniti due ex lavoratori del gruppo sono già stati processati e condannati. Uno dei due, James Liang, è stato nel frattempo rilasciato. Il dieselgate è finora costato al gruppo Volkswagen almeno 31,3 miliardi di euro.

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