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Nuovo dieselgate Audi, Spiegel rivela manipolazione iniezione AdBlue

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Nuovo dieselgate Audi, Spiegel rivela manipolazione iniezione AdBlue

Nuovo possibile dieselgate in casa Audi: Der Spiegel rivela che su non meno di 60.000 modelli della generazione delle Audi A6/A7 in fase di “run out”(cioè non di quella della quale sono appena stati aperti gli ordini) sarebbe stato montato un software per barare (ancora) sulle emissioni di NOx. Audi ha sospeso la consegna dei due modelli ed avvisato i clienti. Il numero Rupert Stadler ha spiegato che è in corso una verifica sistematica di tutti i motori. In una nota, il costruttore ha chiarito di aver segnalato l’irregolarità alle autorità dopo verifiche interne. Ha anche precisato che metterà a disposizione un software di aggiornamento in accordo o sotto la vigilanza degli organi competenti.

Afflusso dell’additivo ridotto o annullato

La metà delle auto sarebbe stata commercializzata in Germania e l’altra metà destinata all’export. Il sistema riguarderebbe l’apparecchiatura nota come SCR, riduzione selettiva catalitica, che serve per abbattere gli ossidi di azoto. Secondo quanto riporta lo Spiegel, un software diluirebbe l’iniezione di AdBlue 2.400 chilometri prima della fine della riserva del liquido. L’AdBlue a base di urea serve per il processo di riduzione delle NOx. Stando a quanto riporta Spiegel, il sistema finirebbe quasi con l’annullare completamente l’uso dell’additivo.

Omologazione lussemburghese per le Audi “sospette”

Gli automobilisti non si accorgerebbero di niente. Un portavoce del ministero federale dei Trasporti ha confermato alla testata l’apertura di un procedimento sulla vicenda. È stata disposta un’audizione sulla base del “sospetto di sistema proibito di abbattimento dei gas di scarico sui modelli A6/A7” equipaggiati con il motore V6 TDI sviluppato da Audi. L’omologazione dei modelli sui quali è in corso l’indagine è stata rilasciata in Lussemburgo.

Domani a Ingolstadt è in programma l’assemblea generale

Proprio domani è in programma l’assemblea generale del costruttore di Ingolstadt. La casa dei Quattro Anelli deve rincorrere le rivali Bmw e Mercedes e deve anche recuperare credibilità. Questo possibile nuovo dieselgate relativo a modelli Euro 6 non giova all’immagine e riporta il brand ed il gruppo al centro dell’attenzione. Dagli Stati Uniti, dopo le accuse all’ex Ceo Martin Winterkorn è partito anche un mandato di cattura. La sua posizione, scrivono i media tedeschi, potrebbe essere stata aggravata dalle dichiarazioni rese la scorsa settimana da Herbert Diess all’FBI. Il manager austriaco avrebbe ottenuto in cambio una serie di garanzie: dalla libertà di visitare il paese, alla certezza di venire avvisato per tempo in caso di incriminazione. Seppur attraverso un insider citato da Handelsblatt, Diess smentirebbe di aver risposto a domande dell’FBI e di aver inguaiato Winterkorn.

 

 

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