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Tribunale di Seul: Nissan Qashqai “omologata con sistemi illegali”

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Chi di manipolazioni ferisce, di manipolazione perisce: “È ragionevole ritenere che il veicolo (Nissan Qashqai, ndr) abbia ottenuto l’omologazione con sistemi falsi o illegali”, ha stabilito un tribunale di Seul. È una parte della motivazione con la quale la corte ha respinto il ricorso di Nissan contro il Ministero dell’Ambiente della Corea del Sud. Il costruttore giapponese era stato sanzionato con una multa di 280.000 dollari per aver manipolato le emissioni. Le stesse autorità, che hanno già disposto la sospensioni della vendita di un’ottantina di modelli del gruppo Volkswagen e di una manciata di altre vetture di Bmw e Porsche, avevano recentemente vietato la commercializzazione di due veicoli Nissan, uno dei quali è proprio Qashqai (era stato anche ordinato il richiamo di 814 unità).

La casa giapponese aveva fatto ricorso, ma la Corte ha dato ragione al governo, confermando il sospetto che Nissan abbia impiegato un cosiddetto “defeat device”. La casa del Sol Levante, che aveva respinto con forza ogni accusa, si aspettava un verdetto diverso tanto da giudicarlo “deplorevole”, anche perché è arrivato nell’unico paese in cui sono state mosse accuse contro i suoi sistemi di abbattimento dei gasi di scarico. A giudizio del tribunale Nissan impiegava un sistema che si disattivava quando Qashqai viaggiava in circostanze normali, fattispecie che spiegherebbe gli elevati valori di NOx. Il costruttore ha confermato la propria posizione: “Non abbiamo impiegato alcun sistema illegale nei nostri veicoli”, ha ribadito un portavoce.

Nissan Qashqai viene fabbricato nel Regno Unito ed il motore da 1.6 litri è fornito da Renault, ma non è lo stesso di Captur per la quale la Francia ha aperto un’inchiesta, dopo l’invio del dossier da parte della Direzione antifrode transalpina. In seguito al dieselgate innescato da Volkswagen, le autorità coreane avevano analizzato una ventina di modelli a gasolio. Nissan, almeno in Corea del Sud, è rimasta vittima della manipolazione delle emissioni, grazie alle quali era riuscita ad assumere il controllo di Mitsubishi, che aveva ammesso di aver “massaggiato” per anni i dati relativi ad una serie di modelli.

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