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Emissioni: Winterkorn aveva fissato obiettivi irraggiungibili legalmente

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Dati falsi perché gli ingegneri non avrebbero avuto il coraggio di dire all’ormai ex numero uno di Volkswagen e Volkswagen Group, Martin Winterkorn, che gli obiettivi annunciati nel 2012 al Salone di Ginevra non si sarebbero potuti raggiungere legalmente. L’edizione domenicale della Bild Zeitung – il quotidiano “scandalistico” tedesco le cui rivelazioni avevano tuttavia portato anche alla dimissioni Christin Wulff, il presidente della Repubblica più giovane che la Germania abbia mai avuto, poi assolto in tribunale dalle accuse della Procura – ha pubblicato le indiscrezioni sull’inchiesta interna relativa alle 800.000 auto (98.000 delle quali a benzina) per le quali sono stati dichiarati consumi ed emissioni inferiori a quelli reali.

Secondo il giornale, il dipendente che ha svelato i retroscena manterrà il suo posto in Volkswagen: una scelta legata alla ventilata “amnistia” interna riservata dai vertici del gruppo al personale che collabora alle indagini. Gli obiettivi fissati da Winterkorn sarebbero stati troppo ambiziosi: il 30% di CO2 in meno entro il 2015. Così gli ingegneri avrebbero fatto ricorso ad una serie di espedienti non legali per consentire alle auto di restare nei parametri fissati. Tra questi una pressione degli pneumatici oltre i 3,5 bar e addirittura l’utilizzo di diesel nell’olio del motore. L’ammissione di uno degli ingegneri risalirebbe alla fine di ottobre. La falsificazione dei dati sarebbe cominciata nel 2013 e sarebbe proseguita fino agli inizi del 2015.

Nell’occhio del ciclone è finita così anche la Motorizzazione della Germania (KBA) colpevole di essersi limitata semplicemente a “ratificare” i valori comunicati, senza svolgere cioè una verifica reale. Non è un caso che l’Unione Europea, finora mai troppo severa nei confronti dei costruttori – che fanno pesare gli oltre 12 milioni di addetti (il 5,6% della forza lavoro comunitaria) e il 6,3% del PIL del Vecchio Continente – abbia fatto di sapere di voler esaminare le procedure di omologazione dei diversi stati membri. Matthias Mueller, subentrato a Winterkorn, ha ufficializzato l’intenzione del gruppo Volkswagen di volersi fre carico dei maggiori costi per le tasse di circolazione che verranno eventualmente addebitate agli automobilisti: cioè la differenza tra il bollo pagato sulla base delle emissioni falsificate e quanto dovuto sulla base di quelle reali. Winterkorn si era dimesso lo scorso 23 settembre da CEO di Volkswagen AG.

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