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Dieselgate, software che manipola NOx sviluppato in Audi nel 1999

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Svolta nel dieselgate: il software che i manipola i dati sulle emissioni di NOx non sarebbe stato sviluppato in Volkswagen, come è sempre stato sostenuto finora, ma in Audi. Addirittura nel 1999. Lo scrive Handelsblatt, il quotidiano economico finanziario tedesco, che titola in prima pagina “Nome in codice ‘Acoustic Mode’”. L’articolo spiega che la conclusione è basata su ricerche condotte dal quotidiano (Martin Murphy ne è l’autore), ma anche lo studio legale americano Jones Day, al quale è stata affidata l’indagine interna, avrebbe trovato prove in questo senso. La strategia di Wolfsburg nel dieselgate è sempre stata quella di “scaricare” sul marchio più venduto (ma meno redditizio) la responsabilità dell’accaduto, in modo da preservare gli altri brand, come Porsche e, appunto, Audi, oltre che Skoda o Seat. Handelsblatt precisa che il gruppo non ha voluto commentare la notizia.

Secondo la ricostruzione del quotidiano, gli ingegneri di Ingolstadt nutrivano dubbi sulla possibilità di rispettare quelle che già allora erano ritenute norme eccessivamente restrittive sulle emissioni di NOx ed avrebbero sviluppato il sistema in grado di attivare o disattivare alcune funzioni del motore. Il software sarebbe stato denominato “Acoustic Mode”. Audi, tuttavia, non avrebbe mai installato il sistema che ha dato origine al dieselgate. Che è invece stati poi adottato da Volkswagen nel 2005 per riconoscere le apparecchiature per la misurazione e abbassare le emissioni. Non solo la tecnologia, anche il nome sarebbe stato il medesimo. L’ipotesi è che con la mobilità (e le promozioni) interna al gruppo si siano spostati anche i manager che erano a conoscenza della tecnologia.

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