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Dieselgate: “Winterkorn sapeva da maggio 2014”, scrive la Bild

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Il dimissionario CEO di Volskwagen Group Martin Winterkorn “sapeva”. Sapeva dal 2014 della manipolazione. O, meglio, avrebbe saputo. Perché per il momento si tratta di uno scoop giornalistico dell’edizione domenicale del quotidiano popolare Bild, Bild am Sonntag, le cui inchieste avevano anche portato alle dimissioni del presidente della Repubblica di Germania, Christian Wulff, poi assolto in tribunale. La BamS cita documenti interni e informa i lettori che Winterkorn sarebbe stato a conoscenza della manipolazione già dal maggio del 2014, cioè quasi un anno e mezzo prima rispetto all’esplosione del caso a livello planetario.

Secondo il quotidiano, il collaboratore di Winterkorn avrebbe messo nero su bianco che alle autorità non può venire data “una motivazione plausibile per il drammatico aumento delle emissioni di NOx”. Nel documento destinato al CEO si leggerebbe ancora che “è presumibile che le autorità vogliano verificare se Volkswagen abbia implementato i propri sistemi con un software per la centralina di controllo del motore in grado di rilevare la presenza di dispositivi di analisi (il cosiddetto defeat device)”.

La DPA, l’agenzia di stampa tedesca, ha raggiunto un portavoce di Volkswagen che ha spiegato che il gruppo non commenta l’intera vicenda, ma attende gli esiti delle inchieste in corso. I risultati di quelle interne, affidate allo studio americano Jones Day, dovrebbero venire presentati in aprile. Winterkorn si era dimesso il 23 settembre spiegando di assumersi la responsabilità dell’accaduto, ma escludendo consapevoli comportamenti censurabili. Winterkorn, il manager più pagato di Germania, è sotto contratto con Volkswagen ancora fino alla fine del 2015.

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