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CARBURANTI/ Differenziale prezzi italiani alto: tasse al 60,64%

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Roma – Resta alto, ma è in calo. È il cosiddetto “SIA – Stacco Italia Accise” che Assopetroli-Assoenergia tiene monitorato in collaborazione con Figisc Anisa Confcommercio. Rispetto al resto d’Europa, in maggio gli automobilisti italiani hanno in media pagato 25,9 centesimi al litro in più per la benzina e 24,9 per il gasolio. A fine 2013 la differenza era di 28,2 e 26,4 cent. In aprile era di 26,13 e 25,14.

 

Le sigle promuovono l’analisi per una “una maggiore consapevolezza dell’anomalia italiana rappresentata da un carico fiscale eccessivo sui carburanti (benzina verde) che, al netto delle addizionali regionali, è giunto nel mese di maggio al 60,62% del prezzo al consumo”. Nella rilevazione di un paio di mesi fa era del 60,64%. Per la verde, 24,7 cent dello “stacco” sono dovuti ad accise ed Iva e 1,2 ad un maggiore prezzo industriale, mentre per il gasolio si tratta rispettivamente di 24,2 e di 0,7 cent.

 

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