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La prossima elettrica cinese di BAIC verrà sviluppata da Magna in Austria

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La prossima elettrica cinese di BAIC verrà sviluppata da Magna in Austria

L’offensiva elettrica cinese passa dall’Europa e, nel caso di BAIC, dall’Austria. Il costruttore pubblico ha affidato alla Magna lo sviluppo della piattaforma di un veicolo a zero emissioni. L’accordo è stato sottoscritto in Austria, alla presenza sia del presidente della Repubblica del paese Van der Bellen sia del giovane cancelliere Kurz.

Magna produce auto per Daimler ed per i gruppi Bmw e JLR

Le firme in calce al contratto sono quelle del numero due di Magna (multinazionale a controllo canadese) e capo delle operazioni europee Günther Apfalter e di Xu Heyi, Ceo di BAIC. L’intesa è importante per Magna, anche se non sono stati forniti i dettagli economici dell’operazione. A quanto pare si tratterebbe solo del primo “appalto” ottenuto da BAIC: altri dovrebbero seguire. “Siamo estremamente orgogliosi di sviluppare assieme a BAIC l’architettura elettrica della prossima generazione di un’auto elettrica intelligente”, ha sintetizzato Apflater. Il colosso cinese aveva già concordato con Daimler lo sviluppo congiunto di auto elettriche. Magna produce auto per conto della stessa Daimler, oltre che per i gruppi Bmw e JLR.

La Cina è il più grande mercato elettrico: 700.000 auto vendute nel 2017

A sua volta, la casa di Stoccarda già produce vetture a zero emissioni grazie alla joint-venture con BYD e adesso che Geely ha assunto il controllo del 10% del capitale del costruttore tedesco non sono esclusi nuove cooperazioni. La Cina è il più grande mercato di auto elettriche al mondo. Nel solo 2017 ne sono state commercializzate 700.000 unità. Entro il 2020 le autorità del paese ne vogliono almeno 5 milioni in circolazione. Hanno anche varato un piano che impone ai costruttori il rispetto di specifiche quote “elettrificate”, pena sanzioni importanti. La politica ambientale nasconde anche una politica protezionistica che punta a sostenere i costruttori locali che si stanno preparando al grande assalto ai mercati dell’Europa e degli Stati Uniti.

 

 

 

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