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EPA accusa anche Porsche. VW smentisce frodi sui diesel da 3.0 litri

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C’è anche Porsche Cayenne fra i modelli per i quali l’Environmental Protection Agency (EPA) americana ha inviato alle società del gruppo Volkswagen un secondo avviso di violazione (notice of violation, NOV) al Clean Air Act dopo quello dello scorso 18 settembre. Gli addebiti sono gli stessi del primo, cioè aver installato un software che modifica il comportamento dei motori a gasolio. L’EPA contesta la presenza nel sistema di “uno o più Auxiliary Emission Control Devices (AECD) che la società ha omesso di dichiarare, descrivere e giustificare la funzione per l’ottenimento dell’omologazione di ciascun modello”. Porsche Cayenne MY 2015 è in compagnia di Audi A6 Quattro, A7 Quattro, A8 (anche a passo lungo) e Q5 in versione MY 2016 nonché di Volkswagen Touareg MY 2014. La contestazione riguarda in questo caso le unità a gasolio di grande cilindrata, cioè da 3.0 litri, anziché quelli da 2.0 litri (EA 189). I modelli coinvolti sarebbero complessivamente 10.000, ma non tutte le immatricolazioni sospette sono state ancora contabilizzate.

Nei propri test, le autorità statunitensi hanno riscontrato, informa una nota, concentrazioni di monossido di azoto (NOx) fino a nove volte superiori a quelle consentite dalla legislazione americana (nelle unità più piccole i valori erano fino a 40 volte oltre il limite). È la prima volta da quanto è stata scoperta la frode che sono coinvolti propulsori da 3.0 litri e, soprattutto, è la prima volta le accuse riguardano anche Porsche, il cui CEO, Matthias Mueller, è stato promosso a numero uno del gruppo dopo le dimissioni di Martin Winterkorn. Sulla base delle cifre fornite finora, sul costruttore incombe una nuova sanzione massima di 375 milioni di dollari, che si aggiungerebbe a quella già astronomica di 18 miliardi per i 482.000 modelli immatricolati negli USA coinvolti nella prima inchiesta. A nome dell’EPA, Cynthia Giles ha spiegato che “ancora una volta Volkswagen è venuta meno all’obbligo di rispettare la legge che protegge l’aria pulita di tutti gli americani”. La smentita di Volkswagen è secca: “Sui motori da 3.0 litri non è stato installato alcun software che modifica i dati sulle emissioni”.

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